L’ospedale MSF a Lankien, nello stato di Jonglei, in Sud Sudan, è stato colpito da un attacco aereo delle forze governative sudsudanesi nella notte di martedì 3 febbraio 2026. A rischio l’assistenza sanitaria per circa 250.000 persone.
Attacchi alle strutture mediche: raggiunti livelli record
Un membro del nostro staff ha riportato ferite lievi e il principale deposito dell’ospedale è stato distrutto durante l’attacco, causando la perdita della maggior parte delle forniture mediche essenziali.
Inoltre, nel pomeriggio di ieri, una nostra struttura sanitaria a Pieri, sempre a Jonglei, è stata saccheggiata da aggressori non identificati. Il nostro staff di Lankien e Pieri è stato costretto a fuggire insieme alle comunità e, mentre si sta cercando di ristabilire i contatti con loro, il loro destino e il luogo in cui attualmente si trovano restano al momento sconosciuti.
L’ospedale di Lankien era stato evacuato e i pazienti erano stati dimessi alcune ore prima dell’attacco, a seguito dell’intensificarsi delle tensioni e dopo che i nostri team avevano ricevuto segnalazioni su un possibile attacco contro la città.
Avevamo condiviso le coordinate GPS di tutte le nostre strutture con il governo e le altre parti in conflitto, ricevendo conferme sulla ricezione di queste informazioni. Le forze armate del governo del Sud Sudan sono l’unica parte armata in grado di effettuare attacchi aerei nel paese. Inoltre il centro sanitario di MSF a Pieri è stato saccheggiato poche ore prima del bombardamento dell’ospedale di Lankien, rendendolo inutilizzabile per la comunità locale”. Gul Badshah responsabile delle operazioni MSF per il Sud Sudan
Siamo l’unico fornitore di assistenza sanitaria in queste aree dove si trovano circa 250.000 persone. Gli attacchi contro le nostre strutture sanitarie in queste località causeranno la sospensione dell’assistenza sanitaria per le comunità locali.
Conseguenze pericolose
Questo bombardamento ha fatto seguito alle restrizioni all’accesso umanitario che il governo del Sud Sudan ha imposto esclusivamente in alcune zone dello Stato di Jonglei controllate dall’opposizione, a partire da dicembre.
Queste restrizioni limitano la capacità di MSF di fornire assistenza medica essenziale alle comunità, con conseguenze particolarmente pericolose per i bambini, le donne incinte e le persone affette da malattie croniche o pericolose per la vita.
Nel 2025, abbiamo subito 8 attacchi mirati, che ci hanno costretto alla chiusura di 2 ospedali nell’Alto Nilo e alla sospensione delle attività sanitarie generali a Jonglei, nel Nilo Superiore e nell’Equatoria Centrale.
Prenderemo le decisioni necessarie per proteggere la sicurezza del nostro personale e delle strutture sanitarie in Sud Sudan. Pur essendo consapevoli delle enormi necessità del paese, riteniamo inaccettabile essere bersaglio di attacchi. MSF è presente da 43 anni in quello che oggi è il Sud Sudan e in questo periodo abbiamo curato milioni di pazienti in diversi stati e regioni del paese”. Gul Badshah responsabile delle operazioni