Sud Sudan a tre anni dagli accordi di pace la situazione resta critica

  • Sudan

Nonostante la firma dell’accordo di pace nel 2005 (Comprehensive Peace Agreement), la situazione sanitaria in Sud Sudan rimane critica. Le persone continuano a morire di malattie evitabili e per condizioni curabili a causa della scarsità di strutture sanitarie, personale medico e farmaci.

Sebbene molti nella comunità internazionale considerino il Sud Sudan come un contesto di post-conflitto e ci sia un investimento verso iniziative di sviluppo di lungo termine, esistono ancora bisogni sanitari urgenti non affrontati. Le emergenze continuano a scoppiare e ci sono ancora troppo pochi attori sul terreno per rispondere agli urgenti bisogni.

In molte zone dove MSF lavora, le equipe continuano a osservare livelli di malnutrizione superiori alla soglia di emergenza definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (15% di bambini colpiti da malnutrizione acuta). Quando livelli simili furono identificati in Darfur, le Nazioni Unite avevano lanciato diversi allarmi. Sfortunatamente la situazione nel Sud Sudan ha suscitato poca attenzione.

Gli indici di mortalità materna sono tra i peggiori al mondo. In alcune parti del Sud Sudan il numero di morti è di quattro volte superiore quello in Nord Sudan, e il doppio di quello in Darfur.

Le condizioni di sicurezza sono precarie e le tensioni continuano nonostante gli accordi di pace. I combattimenti tra i diversi gruppi etnici, gli scontri tra i clan, le tensioni politiche e sociali, rese ancora più gravi dal ritorno di milioni di ex rifugiati sudanesi, non fanno altro che aumentare la drammaticità della situazione.

 

L’intervento di MSF in Sud Sudan

 

Il Sud Sudan è una delle più importanti aree di intervento di Medici Senza Frontiere (MSF), che in numerosi progetti nella regione offre cure sanitarie di base; cure di secondo livello tra cui cure chirurgiche; assistenza ambulatoriale e ospedaliera; cure materno-infantili; assistenza nutrizionale; cure contro la tubercolosi, l’HIV/AIDS, il kala azar e la malattia del sonno, utilizzando anche un sistema di cliniche mobili per raggiungere le comunità più remote. I bisogni sono importanti. Nel 2007, le equipe di MSF ha visitato oltre 245mila persone negli ambulatori e ha ricoverato 6500 persone nel solo stato di Jonglei.

Poiché le epidemie sono molto comuni, la risposta alle emergenze costituisce una parte fondamentale del lavoro di MSF in Sud Sudan. Per esempio, quando all’inizio del 2007 un’epidemia di meningite ha colpito il paese, le equipe di MSF partecipato alla campagna di vaccinazione di oltre 630mila persone e curato 2113 persone, tra cui 255 casi gravi.

Medici Senza Frontiere (MSF) fornisce assistenza medica in Sud Sudan da oltre 20 anni. Durante la guerra, MSF forniva assistenza sanitaria di base e di secondo livello e interveniva in risposta alle emergenze legate al conflitto, nutrizionali ed epidemiche. Oggi, le equipe di MSF lavorano in sei stati del Sud Sudan: a Bor, Pibor, Lankien e Pieri nello stato di Jonglei; a Leer nello stato di Unity; a Nasir nello stato dell’Upper Nile; a Aweil nello stato di Bahr el Ghazel; a Yambio nello stato del Western Equatoria e nella città contesa di Abyei nello stato del Southern Kordofan.
 

Lascia un Commento

Condividi con un amico