A oltre 10 giorni dal terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia occidentale il 10 agosto, l’emergenza si è trasformata in una complessa crisi umanitaria, con impatti che variano significativamente da una regione all’altra.
Avviata risposta MSF a Quibdó e Buenaventura
Secondo gli ultimi dati ufficiali dell’Unità nazionale per la gestione del rischio di disastri della Colombia (UNGRD), al 20 agosto, 319 persone hanno perso la vita, 4.506 sono rimaste ferite e 260 risultano ancora disperse.
Più di 282.000 persone sono state colpite in 15 dipartimenti e 476 comuni. Le comunità afrocolombiane e indigene sono tra le più colpite. I danni alle infrastrutture sono ingenti:
- oltre 31.000 abitazioni sono state distrutte
- quasi 163.000 hanno subito danni
- 302 edifici sono crollati
- 348 strutture sanitarie e 3.483 scuole hanno riportato danni.
Il maggior numero di decessi è stato segnalato a Cali e Pereira. Tuttavia, le maggiori lacune nell’accesso alle cure mediche restano nelle città di medie dimensioni come Buenaventura e Quibdó, così come nelle aree rurali difficili da raggiungere, dove il sistema sanitario doveva già far fronte a gravi limitazioni prima del terremoto.
Abbiamo dispiegato équipe di valutazione e risposta all’emergenza, dando priorità ai dipartimenti di Valle del Cauca e Chocó. Le équipe gestiscono cliniche mobili che forniscono assistenza sanitaria primaria, supporto alla salute mentale e servizi di salute sessuale e riproduttiva nei quartieri colpiti, dove le strutture sanitarie locali sono state danneggiate o sono sovraccariche.
Nei primi giorni di attività a Quibdó, abbiamo fornito assistenza presso il rifugio Municipal Coliseum e nei quartieri Medrano e Las Palmas. Qui, hanno effettuato 250 consulti di medicina generale, oltre 60 consulti infermieristici e di pianificazione familiare e 170 test rapidi di laboratorio. Le équipe hanno dato priorità all’assistenza per i bambini sotto i 5 anni, le donne in gravidanza e i pazienti con patologie croniche come ipertensione e diabete.
Per quanto riguarda la salute mentale, abbiamo fornito 37 consulti individuali e organizzato 7 sessioni di psicoeducazione di gruppo, raggiungendo 57 persone. I sintomi riportati più frequentemente includono ipervigilanza, paura di ulteriori scosse di assestamento, difficoltà a dormire, profonda tristezza e reazioni psicosomatiche come vertigini e mal di testa.
A Buenaventura, invece, abbiamo avviato le cliniche mobili il 20 agosto nel quartiere Alberto Lleras, una delle aree più colpite della città. Hanno effettuato 46 consulti medici, 9 consulti individuali di salute mentale e 5 sessioni di gruppo, assistendo 31 pazienti.
MSF ha inoltre donato kit per l’igiene, farmaci pediatrici, antibiotici, forniture per la cura delle ferite, trattamenti per le malattie croniche e alimenti terapeutici pronti all’uso all’ESE Ismael Roldán di Quibdó e all’IPS Espíritu Santo di Unión Panamericana, che rifornisce i centri di salute rurali.
Continueremo a valutare i bisogni e ad adattare la risposta per raggiungere le persone più vulnerabili e quelle con il minore accesso alle cure mediche.