Terremoto in Pakistan: soccorsi i primi feriti MSF fa una stima dei bisogni
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Nel pomeriggio del 26 ottobre, un terremoto registrato variamente tra i 7.6 e gli 8.1 gradi della scala Richter, ha colpito le aree nord-est dell’Afghanistan e nord-ovest del Pakistan. Le équipe mediche di Medici Senza Frontiere nel nord-ovest del Pakistan hanno risposto a una prima ondata di persone gravemente ferite già nelle prime ore. Dopo il trattamento dei feriti, la priorità successiva è valutare i bisogni e identificare se ci sono altre esigenze urgenti.  

A Timergara, nel distretto della provincia di Lower Dir Khyber Pakhtunkhwa, è stato subito attivato un piano di emergenza per le vittime di massa, con tutto il personale al lavoro su specifici protocolli utilizzati per il triage e i trattamenti salvavita per pazienti gravemente feriti. Dalle 15.00 di lunedì pomeriggio fino alle 08.00 di martedì mattina, l’équipe medica di MSF che gestisce il pronto soccorso dell’ospedale di Timergara, ha visitato 172 pazienti, 55 dei quali si trovavano in condizioni critiche. Uno di loro non ce l’ha fatta. 

MSF sta anche supportando il Ministero della Salute per fornire assistenza medica ai pazienti gravemente feriti prima curati e stabilizzati nel pronto soccorso. Un reparto per il trattamento della febbre Dengue che MSF gestisce all’interno dell’ospedale è stato temporaneamente trasformato in una nuova corsia d’emergenza per far fronte al numero di pazienti. MSF sta inoltre cercando di aiutare a garantire che i servizi di sterilizzazione siano potenziati per coprire l'aumento dei bisogni 24 ore al giorno. 

Nell’ospedale di Khar, a Bajaur Agency, nelle Aree Tribali di Amministrazione Federale (FATA), dove MSF ha un accordo per fornire supporto nel caso di eventi con vittime di massa, 72 pazienti feriti sono stati trattati lunedì, con l'aiuto di un’équipe di MSF che è arrivata subito dalla vicina città di Nawagai. La scossa è stata avvertita fino a Peshawar, dove MSF gestisce un ospedale da maggio del 2011.

In Afghanistan, nessuna delle équipe di MSF ha segnalato bisogni connessi al terremoto, ma è troppo presto per dire con certezza se è necessario intervenire nelle zone più vicine all’epicentro a Badakhshan. Dopo l’afflusso iniziale di pazienti, la priorità per le équipe di MSF è ora ottenere un quadro più chiaro di qualsiasi ulteriore necessità che potrebbe manifestarsi – come kit per l'igiene, ripari o assistenza medica di lunga durata. A tal fine, le équipe di MSF stanno raccogliendo segnalazioni da diverse zone sui danni provocati dal terremoto.

“Mentre i primi effetti del terremoto sono stati drammatici in alcune aree, abbiamo bisogno di avere un quadro completo prima di poter dare indicazioni dettagliate su altre necessità”, spiega Shelagh Woods, responsabile di MSF in Pakistan. “Le valutazioni iniziali suggeriscono che ripari e igiene saranno molto probabilmente le principali esigenze, perché sta già nevicando in alcune delle zone montagnose per questo abbiamo già delle forniture pronte.

La nostra azione di risposta all’arrivo di vittime in massa è stata essenziale per salvare vite umane durante le prime ore, ma ora abbiamo bisogno di portare a termine rapidamente alcune valutazioni sui bisogni dopo il terremoto prima di passare a una seconda fase di azione”.Dal 1986, MSF lavora in Pakistan con le comunità pakistane e i rifugiati afghani vittime di conflitti armati e disastri naturali o che non hanno accesso alle cure mediche.

Le équipe di MSF forniscono gratuitamente assistenza medica di emergenza a Kurram e Bajaur Agency (FATA), Khyber Pakhtunkhwa, Balochistan e nelle province del Sindh. MSF non accetta fondi da alcun governo, gruppo militare o politico per il suo lavoro in Pakistan.

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