Tsunami rapporto di MSF a un mese dal disastro

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Roma, 31 gennaio 2005 – A poco più di un mese dallo tsunami che ha colpito il sud-est asiatico, Medici Senza Frontiere (MSF) pubblica un rapporto dettagliato sulle attività di soccorso intraprese per assistere le vittime del disastro. Dall'inizio di quest'emergenza, più di 200 operatori internazionali di MSF e 2.000 tonnellate di materiale sono stati inviati nella regione. Oggi, 127 volontari internazionali operano ad Aceh, in Indonesia, 36 in Sri Lanka e 6 in India, lavorando fianco a fianco con lo staff locale.

Entro 72 ore dallo tsunami, i primi team di MSF hanno raggiunto le zone maggiormente colpite. Dopo una prima valutazione dei bisogni, MSF ha deciso di concentrare le proprie azioni prevalentemente nella provincia di Aceh (a nord dell'isola di Sumatra, Indonesia) e sulle coste nord, sud ed est dello Sri Lanka. In Tailandia, MSF ha donato materiale medico a diversi ospedali nella provincia di Phang Na e ha deciso di avviare un programma per aiutare gli emigrati birmani, 5.000 dei quali risultano dispersi a causa dello tsunami, a ricevere assistenza medica. Nell'India meridionale, MSF ha avviato un programma di supporto psicologico poiché il trauma mentale causato dallo tsunami rappresenta un problema estremamente grave per le comunità colpite. Le missioni esplorative condotte sulle isole Andamane non hanno riscontrato particolari bisogni cui rispondere grazie alla rapida mobilitazione del personale medico e dei soccorsi locali. Nel Myanmar (ex Birmania) e in Malesia, le valutazioni di MSF hanno concluso che i bisogni medici della popolazione colpita venivano soddisfatti.

Ad Aceh e nello Sri Lanka, la catastrofe ha causato migliaia di morti e la distruzione di città e interi villaggi. Le autorità sanitarie indonesiane e srilankesi e le organizzazioni di soccorso sono state rapidamente dispiegate per fornire assistenza ai sopravvissuti. Le attività di MSF sono state pianificate insieme alle operazioni di soccorso intraprese dalle autorità sanitarie e dalle altre organizzazioni. Le principali attività di MSF sono: supporto alle strutture sanitarie locali e gestione di cliniche mobili; allestimento di sistemi d'emergenza per la gestione e disinfezione dell'acqua nei diversi campi sfollati e fornitura di materiale di prima necessità. L'assistenza psicologica ha rappresentato un cardine dell'azione di MSF in entrambi i paesi. In Indonesia, dove i team di MSF hanno condotto più di 15.000 visite mediche nel mese di gennaio, MSF ha inoltre fatto fronte all'apparizione di casi di tetano fornendo assistenza alle persone colpite dalla malattia, avviando azioni di sensibilizzazione e una vaccinazione per le persone a rischio.

Sia in Indonesia che in Sri Lanka non sono state registrate epidemie, anche se in Indonesia il rischio rimane elevato a causa delle precarie condizioni igieniche e della scarsa copertura vaccinale. Valutazioni condotte in diversi campi sfollati nella provincia di Aceh hanno mostrato che, nonostante la mobilitazione di massa degli aiuti internazionali, persistono ancora bisogni urgenti. Gli sforzi di MSF per fornire alle famiglie beni di prima necessità, accesso ad un'assistenza medica adeguata, supporto psicologico e gestione e disinfezione delle acque continuano. I team di MSF proseguono le valutazioni per fornire l'assistenza più appropriata alle famiglie maggiormente colpite dallo tsunami aiutandole a ricreare le condizioni per riacquistare la propria indipendenza.

Grazie all'enorme generosità dei nostri donatori, a livello internazionale, MSF ha ricevuto più di 90milioni di euro per assistere le persone colpite dal disastro. Ad oggi sono stati utilizzati più di 10milioni di euro, di cui otto in Indonesia e, in totale, è stato stimato che un budget di circa 25milioni di euro potrà garantire le nostre operazioni nella prima fase dell'emergenza. Sebbene MSF continuerà ad assistere le vittime dello tsunami ad Aceh e nelle altre regioni colpite dal disastro, le donazioni ricevute da MSF e dedicate allo tsunami superano i bisogni finanziari preventivati. In Italia, sono stati raccolti circa 9 milioni di euro e anche la sezione italiana sta predisponendo i meccanismi più efficaci per chiedere ai propri donatori il consenso di allocare parte dei loro contributi su altre importanti emergenze in cui MSF è impegnata in prima linea, come il Darfur e la Repubblica Democratica del Congo. Se richiesto, MSF restituirà le donazioni.
Il 4 gennaio MSF aveva annunciato la sospensione della raccolta fondi attiva per questa emergenza.

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