Tubercolosi: accesso ancora negato al miglior trattamento per la TB multiresistente

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Le persone affette da tubercolosi multiresistente ai farmaci (MDR-TB) non hanno ancora accesso ai due nuovi farmaci per la TB, bedaquiline e delamanid, che sono disponibili da più di quattro anni e hanno dimostrato di avere una maggiore efficacia nella cura della malattia.

Il bedaquiline e il delamanid, che hanno ricevuto l'autorizzazione ad essere immessi sul mercato rispettivamente nel 2012 e nel 2014, sono i primi nuovi farmaci per la TB sviluppati in quasi 50 anni. Essi rappresentano una potenziale salvezza per le persone colpite dalle forme più resistenti di TB, le cui probabilità di cura sono bassissime, ma MSF stima che nel 2016 solo il 5 per cento delle persone che poteva trarne beneficio li ha effettivamente ricevuti. La diffusione di questi farmaci è estremamente lenta. Nella prima metà del 2017, solo 3.943 persone hanno ricevuto i due farmaci nel pacchetto routinario di cure – un esiguo aumento di 1.000 persone rispetto allo stesso periodo nel 2016.

“Il delamanid mi ha dato una seconda opportunità e vorrei che queste compresse fossero messe a disposizione delle tante persone che stanno lottando contro la TB resistente ai farmaci, perché oggi moltissime di loro rigettano il trattamento standard o soffrono per le iniezioni, arrivando persino a perdere l’udito e ad abbandonare la scuola o il lavoro”, dice Sinethemba Kuse, affetta da Tubercolosi estremamente resistente ai farmaci, trattata con il delamanid nel progetto di MSF a Khayelitsha, in Sudafrica.

A livello globale si stima che il 30 per cento delle persone affette da MDR-TB potrebbe beneficiare dei nuovi farmaci*. Tuttavia a luglio 2017 solo 10.164 persone in tutto il mondo avevano ricevuto il bedaquiline e solo 688 il delamanid.

“Fino a cinque anni fa non avevamo opzioni diverse di trattamento e dovevamo accettare il rischio di fornire un regime di cura contenente farmaci contro la TB che sapevamo avere scarse possibilità di successo. Ma qual è ora la scusa per non usare questi farmaci?”, dichiara il dottor Isaac Chikwanha, specialista di HIV e TB per la Campagna sull’Accesso ai Farmaci di MSF. “Oggi è inaccettabile continuare a trattare con lo stesso vecchio regime di medicinali, sapendo molto bene che con i nuovi farmaci potremmo offrire alle persone maggiori possibilità di sopravvivere”.

La tubercolosi è la più grave malattia infettiva al mondo e uccide ogni anno 1,8 milioni di persone. Il trattamento standard attuale per la DR-TB prevede che le persone assumano quasi 15.000 pillole nell’arco di due anni, passando attraverso gravi e debilitanti effetti collaterali, con una percentuale di successo di solo una persona su due. I due nuovi farmaci sono stati immessi sul mercato con la speranza che costituissero la spina dorsale di un nuovo e sostanzialmente migliore trattamento per la DR-TB.

“L'uso di bedaquiline e delamanid è attualmente limitato per diverse ragioni, tra cui il fatto che alcuni programmi nazionali per la tubercolosi sono troppo conservatori”, prosegue il dottor Chikwanha di MSF. “Una così debole diffusione dei nuovi farmaci è ingiusta per le persone che ora avrebbero la possibilità di un trattamento efficace. La comunità globale che si occupa di TB, i governi e i donatori devono prendere collettivamente misure urgenti per aumentare l'accesso a questi due nuovi e promettenti farmaci”.

MSF tratta persone affette da tubercolosi da 30 anni. Nel 2016, MSF ha trattato più di 20.000 persone, tra cui 2.700 persone affette da DR-TB. A partire da giugno 2017 MSF, in collaborazione con vari Ministeri della Salute nazionali, ha iniziato a fornire regimi di trattamento contro la DR-TB che includono bedaquiline e/o delamanid a più di 1.500 pazienti in 14 paesi.

* Questa stima include persone che soddisfano i criteri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ovvero persone con TB estremamente resistente ai farmaci (XDR-TB) e persone con MDR-TB che non possono tollerare il trattamento con altri farmaci. Secondo le stime conservative del DR-TB Scale Up Treatment Team (STAT), il 30% per cento delle persone con MDR-TB potrebbe beneficiare dei nuovi farmaci. Sulla base dell'esperienza sul campo di MSF, questa cifra potrebbe salire fino al 70 per cento in zone dove c'è una percentuale elevata di persone affette da XDR-TB e con l’assunzione di farmaci di seconda linea.

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