Ucraina, MSF: “Il gelo come arma. A meno 20 gradi, tra bombardamenti e blackout, la vita è impossibile”

Ucraina, MSF: “Il gelo come arma. A meno 20 gradi, tra bombardamenti e blackout, la vita è impossibile”

Dal 24 febbraio 2022 a oggi, più di una struttura medica al giorno (oltre 2.000 in totale) è stata danneggiata o distrutta in Ucraina a causa dei bombardamenti, mentre gli attacchi alle reti energetiche hanno reso gli inverni ancora più rigidi, costringendo milioni di persone a vivere con interruzioni ripetute di elettricità, riscaldamento e acqua corrente.

Freddo estremo e mancanza di corrente rendono impossibili semplici gesti quotidiani 

Il freddo estremo, causato dai ripetuti attacchi delle forze russe alle infrastrutture energetiche, amplifica vulnerabilità già profonde: anziani soli, persone con malattie croniche, famiglie sfollate che vivono in alloggi di fortuna. Nelle aree più vicine al fronte, intere comunità restano senza servizi di base per giorni o settimane.

Damir, un neonato di 2 mesi, è stato lavato solo 2 volte dalla sua nascita: una in ospedale e l’altra in uno dei rari giorni in cui l’elettricità è tornata, anche se per poco tempo. La sua mamma ci ha confidato che a causa del freddo, sono costretti a utilizzare le salviettine per l’igiene del figlio, cosicché non si raffreddi.

La mancanza di elettricità ha un impatto diretto anche sugli ospedali e sull’assistenza sanitaria, aggravando condizioni di salute già precarie e limitando l’accesso alle cure.

Case senza luce, riscaldamento e acqua, quando fuori la temperatura segna –20 gradi, rendono semplicemente la vita impossibile. Basta immaginare cosa significhi tornare a casa dopo un intervento chirurgico e trovare una temperatura interna abbondantemente sotto lo zero”. Enrico Vallaperta capo progetto MSF Ucraina orientale

Pazienti raddoppiati in un solo anno nelle nostre cliniche mobili

Solo nel 2025, le nostre ambulanze hanno effettuato 10.722 trasferimenti di pazienti, il 60% dei quali per ferite legate al conflitto. Tra il 2022 e il 2025, le cliniche mobili della nostra organizzazione hanno garantito oltre 370.000 visite ambulatoriali in aree con accesso limitato o nullo alle cure. Nel 2025 il numero dei pazienti assistiti nelle cliniche mobili è più che raddoppiato rispetto al 2024, passando da 4.327 a 9.500.

“Nessun luogo è sicuro” in Ucraina dove possono essere lanciati fino a 600 droni da attacco a lungo raggio in una sola notte, riferiscono le nostre équipe, composte da 380 operatori e operatrici umanitari che lavorano sotto bombardamenti quasi costanti con droni e missili. Dal giugno 2022, siamo stati costretti a lasciare 7 ospedali nelle regioni di Donetsk, Kharkiv e Dnipropetrovsk a causa dell’intensificarsi delle ostilità, per di più 4 di queste strutture sono state successivamente distrutte.

Il 50% dei pazienti del centro di salute mentale ha disturbi da stress post-traumatico

In aggiunta alla distruzione materiale, si estende un impatto meno visibile e altrettanto profondo: quello sulla salute mentale, che ha visto i nostri team effettuare oltre 55.000 consultazioni tra il 2022 e il 2025.

Accanto all’assistenza medica d’urgenza, garantiamo anche supporto alla salute mentale per affrontare le conseguenze profonde e durature del trauma, con oltre 55.000 consultazioni effettuate dal 2022 al 2025.

La metà dei pazienti trattati da MSF nel centro di salute mentale ha ricevuto una diagnosi di disturbo da stress post-traumatico o depressione. Quando una quota così ampia di persone vive effetti del trauma, è il tessuto stesso della società a essere colpito. Non si tratta solo di sofferenza individuale: sono compromesse le relazioni familiari, la capacità di lavorare, la fiducia nel futuro”. Elena Butta ex coordinatrice medica di MSF

Ad esempio, a Vinnycja, presso il centro Vidnovlennia, forniamo assistenza psicologica alle persone colpite dalla guerra, tra cui veterani, sfollati interni, sopravvissuti alla prigionia e civili che hanno subito traumi, perdite o stress prolungato.

Le nostre attività si concentrano su alcuni pilastri principali:

  • psicoterapia per le persone affette da disturbo post-traumatico da stress;
  • psicoeducazione, promozione della salute mentale e riduzione dello stigma a livello comunitario;
  • a cui si aggiunge la formazione dei partner locali per rafforzarne l’autonomia.