World Cancer Congress, MSF: “Cure oncologiche possibili anche nelle crisi umanitarie”

World Cancer Congress, MSF: “Cure oncologiche possibili anche nelle crisi umanitarie”

MSF interviene per la prima volta al Congresso mondiale sul cancro a Hong Kong.

Un appello contro il cancro

La cura del cancro è possibile anche in contesti con risorse limitate, ma è necessario intervenire con urgenza per abbattere le barriere che ostacolano l’accesso alla prevenzione, alla diagnosi tempestiva e a trattamenti adeguati. È l’appello che lanceremo al Congresso mondiale sul cancro, in programma dal 24 al 26 settembre a Hong Kong, dove partecipiamo per la prima volta per condividere i dati dei programmi contro il cancro in Mali e in Malawi.

Il peso dei tumori è già una minaccia crescente per la salute pubblica in molti dei paesi in cui lavoriamo e le donne sono colpite in modo sproporzionato. Circa l’80% dei decessi per tumore al seno e alla cervice nel mondo avviene nei paesi a basso e medio reddito. Entro il 2050, gli esperti di salute globale stimano che il numero di casi di tumore in questi paesi aumenterà del 150%.

Oggi le nostre équipe offrono cure oncologiche, dallo screening al trattamento fino alle cure palliative, in diversi paesi. Lavoriamo insieme ai ministeri della salute, a professionisti, reti comunitarie ed esperti impegnati nella lotta contro il cancro. Vogliamo continuare a imparare e contribuire a rendere l’accesso alle cure più equo in questo settore”. Claire Rieux direttrice medica di MSF

Mali: diagnosi più precoci e risultati incoraggianti

In Mali, tra il 2021 e il 2025 oltre 2.300 donne hanno ricevuto assistenza medica per tumore al seno o alla cervice attraverso il programma che portiamo avanti insieme ai nostri partner a Bamako.

Uno studio retrospettivo sui risultati delle cure che offriamo insieme al ministero della salute maliano tra il 2019 e il 2022 mostra progressi concreti, nonostante l’accesso discontinuo alla radioterapia, i problemi di sicurezza e i numerosi ostacoli lungo il percorso di cura per le persone che convivono col cancro. Solo un quarto delle pazienti ha ricevuto una diagnosi in fase precoce della malattia, ma questa percentuale è migliorata nel tempo.

Tra le donne con tumore alla cervice, per esempio, è raddoppiata, passando dal 14% nel 2019 al 28% nel 2022. Lo studio ha inoltre rilevato, tra le donne con tumore al seno, tassi di sopravvivenza globale pari al 91% a 1 anno dalla diagnosi e al 72% a 3 anni. Dati incoraggianti, che devono però essere interpretati con cautela a causa dell’elevata percentuale di pazienti di cui non era noto lo stato di sopravvivenza, pari al 30%.

Malawi: screening, trattamento e nuove strategie a basso costo

In Malawi, il nostro programma a Blantyre contribuisce a contrastare uno dei più alti tassi di mortalità per tumore alla cervice al mondo, facilitando l’accesso a cure palliative e trattamenti, tra cui chemioterapia, chirurgia e radioterapia, oltre a strumenti di prevenzione come la vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV), lo screening precoce e il trattamento delle lesioni precancerose.

Nel distretto di Blantyre, la copertura dello screening per il tumore alla cervice è passata dal 40% nel 2019 a quasi il 60% nel 2025.

Il nostro lavoro si concentra anche sul supportare le persone lungo tutto il percorso di cura, offrendo educazione sanitaria, assistenza psicologica e supporto sociale e collaborando strettamente con associazioni locali e persone sopravvissute al cancro. Farmaci e protocolli clinici da soli non bastano: chi affronta un tumore ha bisogno di informazioni chiare, supporto emotivo e pratico e continuità delle cure, per orientarsi nel trattamento e affrontare l’impatto più ampio della malattia sulla propria vita e sulla propria famiglia”. Nancy Kamwaza responsabile MSF per la promozione della salute e il coinvolgimento delle comunità in Malawi

Il metodo PAVE

Partecipiamo inoltre al progetto di ricerca internazionale PAVE, che valuta una nuova strategia a basso costo per lo screening e il trattamento delle lesioni precancerose della cervice in contesti con risorse limitate.

Il metodo combina la genotipizzazione dell’HPV con una valutazione visiva automatizzata tramite intelligenza artificiale, permettendo di individuare meglio le lesioni precancerose, e si è rivelato particolarmente efficace per identificare le donne a maggior rischio che necessitano di un trattamento urgente. Migliorare lo screening, tuttavia, serve a poco se le fasi successive della diagnosi e delle cure restano indisponibili, troppo costose o sovraccariche.

Cure ancora fuori portata

La nostra esperienza mostra che è possibile diagnosticare, prevenire e trattare il cancro anche in contesti fragili e umanitari quando le persone hanno accesso a cure coordinate e adeguatamente finanziate. In molti contesti con risorse limitate, però, prezzi elevati, carenze di farmaci, scarsità di personale specializzato e debolezze nelle catene di approvvigionamento continuano a impedire l’accesso alle cure.

Troppo spesso alle persone con tumore vengono negate cure e trattamenti non perché non esistano strumenti efficaci, ma perché hanno prezzi inaccessibili, non sono disponibili quando servono o non sono adatti ai contesti e ai paesi con risorse limitate. È il momento che paesi e finanziatori mostrino una forte volontà politica per colmare questo divario, investendo nelle cure oncologiche e garantendo che diagnosi e trattamenti salvavita siano accessibili, adattabili e disponibili anche nei contesti umanitari e con poche risorse”. Zarak Jan referente advocacy di MSF per l’accesso ai farmaci

La partecipazione al World Cancer Congress di Hong Kong rappresenta per noi un’occasione per chiedere un accesso più ampio a cure oncologiche complete, confrontarsi con la comunità oncologica internazionale e contribuire al dibattito sulle innovazioni e sulle strategie più efficaci per il controllo dei tumori.

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