Yemen, attacco a 150 metri dall’ospedale di Mocha. MSF: accesso sicuro alle cure sempre più limitato

Yemen, attacco a 150 metri dall’ospedale di Mocha. MSF: accesso sicuro alle cure sempre più limitato

Negli ultimi giorni, le équipe di Medici Senza Frontiere ad Aden e a Mocha sono state esposte a una serie di incidenti che limitano ulteriormente l’accesso umanitario e la fornitura di assistenza medica alle persone in Yemen.

I tre attacchi a Mocha e le loro conseguenze

Questa mattina, lunedì 26 ottobre, 3 attacchi hanno colpito la zona costiera di Mocha; uno di essi ha colpito a soli 150 metri dall’ospedale generale di Mocha, dove le nostre équipe operano nei reparti di maternità e pediatria. Sebbene tutto il personale e i pazienti siano al sicuro, l’attacco ha causato danni all’edificio che potrebbero compromettere la struttura nel lungo termine, un edificio già indebolito da anni di esplosioni ricorrenti.

L’attacco ha inoltre seminato il panico tra pazienti, personale medico e civili, limitando ulteriormente il loro accesso sicuro all’assistenza sanitaria. Incidenti di questo tipo impediscono ai pazienti di recarsi in ospedale, temendo per la propria vita: ad ogni attacco nei pressi dell’ospedale, assistiamo a una diminuzione del numero di pazienti che si rivolgono a noi in cerca di cure.

Gli attacchi ostacolano l’accesso umanitario

Pochi giorni prima, mentre un nostro aereo stava per decollare dall’aeroporto di Aden per un volo di routine che avrebbe dovuto trasportare operatori umanitari, un missile ha colpito le vicinanze dell’aeroporto. L’aereo è stato costretto a rimanere a terra e al personale è stato chiesto di non imbarcarsi, ma di cercare riparo all’interno dell’aeroporto. L’aeroporto di Aden è il principale punto di accesso per gli operatori umanitari, i rifornimenti e le attrezzature mediche nelle regioni meridionali dello Yemen, e potervi accedere in sicurezza è fondamentale.

Questi episodi, insieme ad altri, espongono la nostra organizzazione e gli altri attori umanitari nello Yemen a ulteriori minacce, compromettendo direttamente la capacità di intervenire con urgenza per raggiungere le popolazioni, proprio nel momento in cui i loro bisogni sono maggiori e la fornitura di assistenza umanitaria è essenziale.
Ribadiamo a tutte le parti in conflitto che gli operatori umanitari e sanitari, così come le strutture mediche, i pazienti e il loro accesso alle cure, devono essere protetti.

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