Ahmed ALDIKHARI

Ahmed ALDIKHARI

Country Representative MSF

MSF in Nigeria: Tutti i fronti della crisi

Ahmed ALDIKHARI

Ahmed ALDIKHARI

Country Representative MSF
MSF in Nigeria: Tutti i fronti della crisi

La strategia operazionale di MSF in Nigeria

MSF opera in Nigeria dal 1996. Nel 2025, i nostri team hanno operato in dieci stati — Bauchi, Borno, Cross River, Ebonyi, Jigawa, Kano, Katsina, Kebbi, Sokoto e Zamfara — e inaugurato una nuova presenza a Kaduna. Il volume e la varietà dei nostri programmi riflettono i bisogni esistenti: assistenza sanitaria pediatrica e materna; trattamento della malnutrizione acuta; risposta alle epidemie; supporto alla salute mentale; cure chirurgiche, comprese le procedure ricostruttive per il noma e la fistola vescico-vaginale; assistenza ai sopravvissuti a violenza sessuale.

La nostra strategia si basa sulla risposta alle emergenze mediche acute, mantenendo quella presenza continuativa che le crisi croniche richiedono.

Alcuni risultati delle attività di MSF in Nigeria nel 2025

  • Oltre 659.000 visite ambulatoriali
  • Oltre 90.000 bambini ricoverati in centri nutrizionali terapeutici
  • Oltre 335.000 bambini assistiti attraverso programmi nutrizionali ambulatoriali
  • 33.590 parti assistiti
  • 87.458 consultazioni di salute mentale
  • 38.753 pazienti curati per il morbillo, 18.876 per il colera, 6.123 per la difterite e 1.109 per la febbre di Lassa

L’impatto dei conflitti

I conflitti rimangono la causa principale delle emergenze umanitarie nel nord del Paese e incidono direttamente sulla capacità di MSF di fornire assistenza. Il conflitto armato nello Stato di Borno si è intensificato dall’inizio del 2025, con attacchi a infrastrutture militari e civili. Il 16 marzo 2026, si sono registrati tre attentati suicidi a Maiduguri – tra cui uno all’ingresso dell’Ospedale universitario della città, dove MSF sostiene l’unità di cura della difterite – che hanno causato la morte di ventitré persone e il ferimento di oltre cento. MSF ha inviato équipe mediche per supportare le autorità locali nella cura dei feriti.

Nel nord-ovest, lo Stato di Kebbi è un esempio lampante dell’intreccio tra insicurezza e bisogni umanitari. Nel giugno 2025, MSF ha fornito assistenza sanitaria di base, ripristinato pozzi e latrine e distribuito circa 1.000 kit non alimentari nella città di Wasagu/Danko dove l’escalation di violenza negli Stati confinanti di Zamfara e Niger aveva provocato sfollamenti di massa. In tutto lo Stato di Zamfara, MSF continua a operare in aree come Shinkafi e Zurmi dove l’insicurezza è persistente: ad Anka, nel 2025 abbiamo fornito assistenza a cinquantotto sopravvissuti a rapimenti.

Il cambiamento climatico e l’adattamento delle operazioni

In Nigeria il cambiamento climatico non costituisce più una minaccia futura per le operazioni di MSF, bensì una realtà attuale che incide in modo significativo sui nostri interventi. Nel 2025, il Paese ha vissuto uno degli anni più difficili dal punto di vista climatico. Nel nord, il caldo estremo e il ritardo delle piogge hanno devastato la produzione agricola. Le temperature hanno superato i 40°C negli Stati di Katsina, Sokoto e Kebbi, prosciugando le fonti d’acqua e provocando gravi crisi alimentari e idriche. Nello Stato del Niger, le inondazioni catastrofiche a Mokwa hanno causato la morte di almeno cinquecento persone e lo sfollamento di oltre seimila, distruggendo strutture sanitarie, scuole e terreni agricoli.

Nello Stato di Katsina, il nesso tra clima e malnutrizione è diretto: le precipitazioni irregolari e i periodi di crescita delle colture più brevi hanno ridotto i raccolti agricoli, mentre le inondazioni spesso li distruggono. MSF ha documentato come oltre il 90% delle famiglie in alcune zone di Katsina abbia ridotto il numero di pasti giornalieri consumati ancora prima dell’inizio della stagione di carestia.

Come forme di adattamento all’emergenza climatica, da un lato MSF ha avviato programmi di assistenza in denaro e distribuzioni di razioni alimentari di emergenza rivolti alle famiglie con bambini malnutriti, al fine di ridurre il rischio di ricadute; dall’altro, sono state messe in atto strategie preventive attraverso distribuzioni di integratori alimentari di emergenza, come quella che ha raggiunto 66.000 bambini a Mashi.

MSF ha investito nelle energie rinnovabili negli ospedali di Borno, Jahun (Jigawa) e Bauchi, l’ultimo dei quali è ora interamente alimentato a energia solare. Nello Stato di Zamfara, presso l’Ospedale Generale di Zurmi, sono stati installati 436 pannelli solari che hanno sostituito i generatori che consumavano oltre 3.000 galloni di carburante al mese.

Il nesso tra cambiamento climatico e conflitti

Anche nel nord della Nigeria, cambiamento climatico e i conflitti sono crisi profondamente intrecciate. L’escalation della violenza e la grave povertà, aggravate dall’acuirsi della competizione per le risorse in esaurimento – conseguenza dei cambiamenti climatici – hanno reso molte persone vulnerabili a cicli cronici di malnutrizione acuta. Il ciclo di causa-effetto è evidente: il cambiamento climatico sta esaurendo le risorse idriche e riducendo le aree disponibili per l’agricoltura e il pascolo, esacerbando le tensioni tra le comunità di pastori e quelle di agricoltori; tali tensioni possono portare a focolai di violenza, che a loro volta causano sfollamenti di popolazione; costrette ad abbandonare le proprie case e private dei mezzi di sussistenza, le persone affrontano un rischio crescente di malnutrizione. Quando le inondazioni distruggono i raccolti, il ciclo accelera. Il “Piano di risposta alle crisi per il 2026–2028” per la Nigeria identifica il cambiamento climatico come uno dei principali fattori di sfollamento, aggravando la vulnerabilità delle popolazioni in tutto il nord del Paese.

L’intervento di MSF si concentra sulle conseguenze mediche derivanti dagli effetti combinati dei conflitti e delle pressioni climatiche, in particolare l’aumento della malnutrizione e il crescente bisogno di assistenza sanitaria. Dal punto di vista medico, l’advocacy di MSF si pone i seguenti obiettivi: 1) il rafforzamento dei sistemi di assistenza sanitaria di base; 2) l’eliminazione delle barriere che ostacolano l’accesso ai servizi nutrizionali e di assistenza sanitaria di base a livello comunitario; 3) il miglioramento dei percorsi di diagnosi precoce, cura e invio a strutture specializzate; 4) finanziamenti sostenibili e flessibili per garantire la continuità e l’ampliamento degli interventi salvavita nelle aree di crisi.

Sfollati interni

Oltre tre milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case nelle regioni nord-occidentali, nord-orientali e centro-settentrionali della Nigeria. Solo nello Stato di Borno sono stati registrati circa 1,7 milioni di sfollati interni.

L’intervento di MSF è articolato su più livelli. In Borno, nell’agosto 2025, MSF ha operato presso l’Ospedale Generale di Gwoza al cui pronto soccorso hanno avuto accesso quasi 2.000 pazienti. A Maiduguri, cliniche mobili operano nei campi per sfollati e negli insediamenti informali, fornendo assistenza sanitaria di base e servizi per il trasferimento a strutture specializzate. Dopo le inondazioni del settembre 2024, MSF gestisce cliniche mobili nei campi di sfollati a Zamfara e fornisce beni di prima necessità e servizi sanitari alle comunità sfollate a Sokoto.

Oltre alle cure mediche immediate, MSF fornisce alle popolazioni sfollate assistenza psicologica e sostegno psicosociale. Solo nello Stato di Zamfara, nel 2025, MSF ha condotto più di 6.600 sedute individuali di assistenza psicologica.

La crisi nutrizionale

Nel 2025, nello Stato di Katsina, in collaborazione con il Ministero della Salute, MSF ha ricoverato 26.445 pazienti affetti da malnutrizione grave e fornito cure a 146.301 bambini attraverso i propri centri nutrizionali ambulatoriali. Il numero di bambini affetti da edema nutrizionale – la forma più grave e letale di malnutrizione – è aumentato del 208% rispetto al 2024. Uno screening condotto su 750 madri di pazienti nei cinque centri per la malnutrizione di MSF nello Stato di Katsina ha rivelato che più della metà era a sua volta affetta da malnutrizione acuta.

MSF ha ampliato la capacità ricettiva in tutto il nord-ovest. A Katsina, è entrato in funzione un secondo centro nutrizionale terapeutico per degenti presso l’ospedale Turai Yar’adua, portando la capacità totale a 745 posti letto, mentre a Mashi è stato inaugurato un nuovo centro nutrizionale ambulatoriale. Tra luglio e settembre, tre cicli di distribuzione di integratori alimentari preventivi hanno raggiunto 66.000 bambini a Mashi. A Kebbi, MSF ha registrato un numero record di ricoveri, con il picco della crisi che è arrivato in anticipo e si è protratto più a lungo rispetto agli anni precedenti. Andamenti simili sono stati osservati a Kano, Sokoto e Zamfara.

Per stimolare una risposta a una situazione così allarmante, MSF ha promosso ad Abuja, nel novembre 2025, una conferenza internazionale dal titolo “Mobilitarsi contro la malnutrizione nella Nigeria nord-occidentale”. L’evento, organizzato in collaborazione con il governo dello Stato di Katsina e il Forum dei governatori del Nord-Ovest, ha visto la partecipazione di UNICEF, Programma Alimentare Mondiale (PAM), Banca Mondiale, Unione Europea e delle principali organizzazioni non governative. MSF ha sostenuto obiettivi come l’aumento degli investimenti governativi nel Nutrition Matching Fund dell’UNICEF e nella Nutrition 774 (N774) Initiative, un miglior coordinamento tra le autorità sanitarie e i partner attuatori e l’integrazione dello screening della malnutrizione tramite MUAC (misura della circonferenza della parte centrale del braccio) nelle attività di prossimità (outreach) di routine.

Uno sguardo al futuro: previsioni e sfide

L’improvvisa interruzione della maggior parte degli aiuti statunitensi, all’inizio del 2025, ha provocato un vero e proprio shock nel sistema umanitario nigeriano.

Il Programma Alimentare Mondiale ha annunciato che nel 2025 è stato costretto a sospendere gli aiuti alimentari e nutrizionali di emergenza destinati a 1,3 milioni di persone nel nord-est del Paese a causa di una grave carenza di fondi.

Le prospettive per il 2026 e oltre sono preoccupanti. Sempre secondo il PAM, 34,7 milioni di nigeriani saranno a rischio di grave insicurezza alimentare durante la stagione di carestia del 2026. Secondo un’analisi di IPC, quasi 6,4 milioni di bambini sotto i cinque anni di età soffrono e presumibilmente soffriranno di malnutrizione acuta per tutto il 2026. Questo dato include 2 milioni di casi di malnutrizione acuta grave.

Sebbene MSF non accetti finanziamenti dal governo degli Stati Uniti, l’impatto indiretto dei tagli sulle sue operazioni è significativo in un contesto umanitario così complesso. Quando gli aiuti alimentari vengono ridotti, le cliniche di MSF si riempiono di bambini malnutriti; quando i programmi di accoglienza chiudono, non vi è alcun luogo dove indirizzare i pazienti dimessi dalle strutture sanitarie. Anche se cerchiamo di colmare le lacune – ad esempio incrementando la disponibilità di alimenti terapeutici e medicinali essenziali – non possiamo sostituirci all’intero sistema umanitario della Nigeria.

MSF esorta la comunità internazionale – non solo gli Stati Uniti, ma anche il Regno Unito e l’Unione Europea, anch’essi responsabili di tagli ai propri budget per gli interventi umanitari – a invertire la rotta, attraverso una rinnovata assunzione di responsabilità.

Questo articolo è parte della newsletter “Per Principio”, sui temi dell’azione umanitaria