Durante un’emergenza umanitaria, in contesti segnati da conflitti, fame, violenza, la parola diventa parte dell’azione medica. Denunciare le ingiustizie, testimoniare le storie dei sopravvissuti, celebrarne la resilienza, è parte dell’azione di cura, soprattutto nei tanti luoghi lontani dai riflettori mediatici. Questo imparano gli operatori e le operatrici di Medici Senza Frontiere (MSF), organizzazione umanitaria che da oltre 50 anni affianca all’azione medica quella della testimonianza. Quando il silenzio fa più paura delle bombe e delle epidemie, la parola può diventare cura e difesa.
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