Libano, appello MSF: “Strutture mediche devono essere protette”

Medici Senza Frontiere (MSF) continua a portare assistenza alla popolazione in Libano, dove si intensificano gli attacchi israeliani e gli ordini di evacuazione che stanno colpendo circa il 14% del territorio nazionale, incluse centinaia di città nel sud del paese, nella periferia meridionale di Beirut e in alcune aree della Valle di Bekaa, provocando un rapido deterioramento della situazione umanitaria.

Più di 822mila persone risultano attualmente sfollate, ma solo circa 125mila si trovano all’interno di centri di accoglienza ufficiali. Molti altri civili vivono in rifugi improvvisati, nelle automobili o lungo le strade. “Le condizioni nei rifugi sono estremamente difficili” dichiara Emmanuel Massart, capomissione di MSF in Libano“Durante una visita in un centro di accoglienza ho incontrato circa 800 persone che vivono nello stesso edificio con solamente 8 bagni disponibili. In pratica, significa 1 bagno ogni 100 persone. In molto di questi luoghi manca quasi tutto: cibo, acqua potabile, beni essenziali, servizi igienici e spazi adeguati per vivere”.

Il sistema sanitario libanese è sottoposto a una pressione crescente: molti centri di assistenza sanitaria primaria hanno dovuto interrompere le proprie attività a causa dei continui attacchi, mentre il numero di vittime continua ad aumentare. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)5 ospedali sono stati costretti a chiuderepiù di 45 strutture sanitarie e 11 veicoli del servizio di emergenza medica sono stati danneggiati. Almeno 18 operatori sanitari sono stati uccisi e 45 feriti.

Di fronte al rapido aggravarsi dell’emergenza, MSF sta adattando rapidamente le proprie attività per garantire, laddove è possibile, la continuità dell’assistenza sanitaria e per sostenere le strutture che accolgono i feriti. Attualmente MSF gestisce 12 cliniche mobili operative nel sud della città di Saida, in Mount Lebanon, Beirut, Bekaa e nel nord, dove vengono forniti servizi di assistenza sanitaria di base, farmaci per le malattie croniche non trasmissibili e supporto psicologico.

Con circa 380 membri dello staff impegnati nelle operazioni nel paese, MSF sta inoltre distribuendo beni essenziali alla popolazione civile sfollata. Fino ad ora sono state consegnate 5.886 coperte4.780 materassi3.788 kit igienici essenziali e oltre 76.100 litri di acqua potabile. Attraverso autocisterne sono stati inoltre trasportati più di 2,5 milioni di litri d’acqua nei rifugi che ospitano gli sfollati. MSF sta anche supportando ospedali e centri sanitari primari nelle aree più colpite fornendo circa 10.000 litri di carburante, forniture mediche  e generi alimentari.

MSF ribadisce l’urgenza di una protezione effettiva per i civili e il personale medico e chiede che le strutture sanitarie non vengano colpite nel rispetto del diritto internazionale umanitario. MSF chiede, infine, che venga garantito un accesso sicuro e senza ostacoli ai beni essenziali per la popolazione, al fine di poter rispondere a una crisi umanitaria che peggiora di ora in ora.

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