Forniamo assistenza sanitaria agli apolidi Rohingya e ad altre comunità di rifugiati nello stato malese di Penang dal 2015.

La Malesia non ha aderito alla Convenzione sui rifugiati delle Nazioni Unite del 1951 e i richiedenti asilo e i rifugiati sono criminalizzati dalla legge nazionale. La costante minaccia di arresto e detenzione è una delle principali fonti di stress per una popolazione già vulnerabile; scoraggia la ricerca di assistenza sanitaria e può causare la fuga dei pazienti dall’ospedale, che interrompono il trattamento.

Nel 2018, gestivamo 45 cliniche mobili, che hanno eseguito complessivamente 3.501 visite mediche. Le nostre équipe hanno inoltre organizzato sedute di educazione sanitaria in centri di apprendimento per bambini rifugiati, sensibilizzando su minacce alla salute, come la dengue e la scarsa igiene personale e distribuendo kit igienici.

A ottobre abbiamo inaugurato un centro sanitario stabile in un quartiere di Penang dove risiedono molti migranti e rifugiati privi di documenti. Alla fine di dicembre, la clinica aveva già effettuato 1.802 visite e trasferito 113 casi in altre strutture. Inoltre, 777 pazienti hanno ricevuto educazione in materia di salute mentale, sostegno psicosociale e consulenza.

Abbiamo inoltre esteso l’assistenza sanitaria a gruppi a rischio come i sopravvissuti alla tratta di esseri umani. Le nostre équipe lavorano in cinque dei rifugi di protezione governativa per i sopravvissuti alla tratta a Kuala Lumpur, Negeri Sembilan e Johor Bahru. Gestiamo cliniche mobili, organizziamo trasferimenti alle strutture sanitarie pubbliche e doniamo medicinali. Avendo identificato una particolare carenza nell’assistenza psicologica, principalmente a causa delle barriere linguistiche dei sopravvissuti di oltre 10 diverse nazionalità, nel 2018 abbiamo iniziato a fornire servizi psicosociali e di consulenza ai sopravvissuti alla tratta nelle loro lingue native.

In collaborazione con MERCY Malaysia, gestiamo cliniche mobili e realizziamo interventi idrici e fognari nel centro di detenzione di Belantik a Kedah, a nord-ovest di Penang. A dicembre, abbiamo organizzato congiuntamente un convegno sul miglioramento dell’accesso all’assistenza sanitaria per rifugiati e richiedenti asilo in Malesia. Le raccomandazioni del convegno sono state presentate al governo e un comitato direttivo sarà istituito dal Ministero della Salute per studiare come possano essere implementate.

Abbiamo inoltre continuato ad affrontare la mancanza di protezione causata dagli ostacoli alle richieste di asilo. L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, UNHCR, continua a limitare le richieste di asilo dirette da parte dei gruppi etnici provenienti dal Myanmar, inclusi i Rohingya. Ciò si applica a circa l’87% dei richiedenti asilo in Malesia e impedisce loro di ricevere la documentazione di cui hanno bisogno per ridurre il rischio di arresto e consentire un accesso limitato ai servizi essenziali. Per molti Rohingya apolidi, i documenti dell’UNHCR sono gli unici documenti di identità che possiedono. Un numero limitato di ONG può inoltrare richieste di asilo all’agenzia per i rifugiati sulla base di una serie di ulteriori criteri di vulnerabilità; nel 2018 abbiamo effettuato 612 segnalazioni di questo tipo.

  • 2004 anno del nostro primo intervento nel Paese
  • 6 mila visite ambulatoriali

Attività di MSF in Malesia

Lavoriamo in Malesia dal 2004 e nel 2017 i nostri progetti si sono concentrati sull'assistenza sanitaria per le comunità di rifugiati e sopravvissuti alla tratta di esseri umani.

  • Migrazione

    La fuga di milioni di persone da guerre e povertà è una delle crisi umanitarie più gravi del momento: sono più di 65 milioni i rifugiati e gli sfollati nel mondo.

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  • Promozione alla salute

    Le attività di promozione della salute mirano a migliorare la salute e incoraggiare l’uso efficace dei servizi sanitari. La promozione della salute è un processo a doppio senso: comprendere la cultura e le pratiche di una comunità è importante quanto fornire informazioni.

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  • Tubercolosi

    La Tubercolosi è una delle principali cause di mortalità per malattie infettive a livello globale. Un terzo della popolazione mondiale ospita il bacillo della tubercolosi (Tb) allo stato di latenza.

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