Abbiamo dato inizio alle nostre attività nel Mediterraneo Centrale nel 2015, dopo la fine dell’operazione italiana di Ricerca e Soccorso “Mare Nostrum”. Da allora abbiamo assistito 76.650 persone. Come organizzazione medico-umanitaria, restare a osservare dalla riva migliaia di uomini, donne e bambini che affogano in mare non è un’opzione possibile.

Soccorrere una persona in pericolo in mare e portarla in un posto sicuro è un obbligo sancito dalla legge e un dovere per chi come noi ha come unico obiettivo quello di salvare vite. Fino a quando l’Europa non fornirà vie legali e sicure a chi cerca protezione, l’unica opzione per migliaia di persone sarà ancora quella di rischiare la vita.

Tutte le operazioni di soccorso nel Mediterraneo sono effettuate sotto coordinamento con la Guardia Costiera Italiana, il Centro di Coordinamento per il Soccorso Marittimo (MRCC) basato a Roma. Tutti i soccorsi avvengono nel pieno rispetto del diritto marittimo internazionale, delle leggi internazionali e dei principi umanitari. Nella maggioranza dei casi è l’MRCC a lanciare l’allerta se ci sono barconi in difficoltà. Nel frattempo, con l’uso di binocoli, l’equipaggio cerca imbarcazioni che possono trovarsi in difficoltà. È il centro di coordinamento a definire come e quando MSF deve intervenire per effettuare il soccorso e in quale porto sicuro devono essere sbarcate le persone soccorse.

Che siano bambini, adulti o anziani, uomini o donne, le persone che soccorriamo in mare sono vulnerabili. Vediamo persone provenienti da ogni parte del mondo: Eritrea, Siria, Nigeria, Ghana, Sudan, Marocco, Bangladesh, Pakistan e molti altri. Una cosa che hanno in comune tutte queste persone sono le condizioni difficilissime che hanno affrontato durante il viaggio. Molti ci raccontano delle violenze che hanno subito nelle carceri libiche e noi, nel nostro ambulatorio a bordo, vediamo i segni delle torture sui loro corpi.

Subito dopo un soccorso, il nostro staff medico identifica le persone che hanno bisogno di cure immediate che vengono poi visitate nell’ambulatorio medico di bordo. Una volta che il paziente è stabilizzato, se si ritiene sia necessario un livello più elevato di cure mediche, è possibile organizzare un’evacuazione medica via elicottero o motoscafo in coordinamento con MRCC. I casi non urgenti hanno di solito a che fare con infezioni del tratto respiratorio, malattie della pelle, dolori generali. I medici si trovano spesso a dover curare anche ustioni da carburante, causate della lunga esposizione alla miscela di carburante e acqua salata all’interno delle imbarcazioni sovraffollate. Le donne, in particolare le donne incinte, ricevono cure dedicate grazie alla presenza di ostetriche che hanno assistito a numerosi parti avvenuti a bordo.

Anche il primo supporto psicologico è una parte importante del nostro lavoro. Durante le consultazioni, i nostri operatori ascoltano storie terribili. Molte delle persone soccorse sono vittime di torture e altre forme di abusi. Molti dei nostri pazienti, donne e uomini, sono vittime di violenza sessuale.

Al momento siamo in mare a bordo della nave Aquarius, in collaborazione con SOS Mediterranee. Per saperne di più sulle nostre attività di ricerca e soccorso visita il sito dedicato con mappe interattive, grafici e dati. 

Sul sito www.onboard-aquarius.org è possibile seguire il diario di bordo onlineaggiornato in tempo reale per documentare l’attività della Aquarius nel Mediterraneo centrale.

  • 75 mila persone assistite nel Mediterraneo Centrale
  • 635 operazioni effettuate da MSF nel Mediterraneo Centrale
  • 16 mila persone morte nel Mediterraneo dal 2014

Le nostre principali attività nel Mediterraneo

  • Ricerca e soccorso

    Al momento siamo nel Mediterraneo a bordo della nave Aquarius, in collaborazione con SOS Mediterranee. Effettuiamo operazioni di ricerca e soccorso sotto coordinamento con la Guardia Costiera Italiana.

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