Oltre il 13% della popolazione di età compresa tra 15 e 49 anni in Mozambico è affetta da HIV; si stima che siano 2,1 milioni le persone colpite, di cui 34000 coinfette da tubercolosi (TB).

Il Mozambico è uno dei paesi con i più elevati tassi di HIV e tubercolosi a livello mondiale. Nel 2018, le nostre équipe a Maputo e Beira si sono dedicate al miglioramento della rilevazione e del trattamento rapido delle infezioni opportunistiche tra le persone con HIV avanzato, implementando un pacchetto specializzato di assistenza e sostegno per i soggetti che affrontano la difficoltà di proseguire la terapia per tutta la vita o di sviluppare resistenza ai farmaci.

A Maputo, uno studio di fattibilità da noi condotto sull’uso della doxorubicina liposomiale per trattare il sarcoma di Kaposi, il tumore più frequente che colpisce i soggetti con HIV avanzato, ha mostrato esiti migliori rispetto ad altri trattamenti disponibili. Nel 2018 abbiamo trattato oltre 240 pazienti con questo nuovo farmaco e abbiamo iniziato a chiedere una riduzione del prezzo e ad aggiornare le linee guida nazionali sul trattamento.

Nel 2018, abbiamo sottoposto a trattamento per la TBC resistente ai farmaci (DR-TB) 160 pazienti in sei centri sanitari a Maputo; il 70% di questi pazienti ha assunto terapie meno tossiche e senza iniezioni. I risultati preliminari positivi di un nostro studio di fattibilità sui regimi di breve durata per la DR-TB hanno consentito al Ministero della Salute di adottarli come politica nazionale a giugno.

Abbiamo collaborato con un’organizzazione locale per aprire un centro di accoglienza per tossicodipendenti a Maputo. Il centro, che offre esami e trattamenti per l’HIV, la tubercolosi e l’epatite C e servizi completi di riduzione degli effetti nocivi, incluso un programma di distribuzione di aghi e siringhe, riceveva circa 100 visitatori al giorno.

Abbiamo anche avviato un progetto pilota per impedire la trasmissione da madre a figlio dell’epatite B in uno dei più grandi ospedali di Maputo.

A Beira, come parte del nostro progetto per le popolazioni chiave, le nostre équipe hanno offerto assistenza sanitaria in materia sessuale e riproduttiva, compresi test e trattamenti per l’HIV, a gruppi vulnerabili ed emarginati, come prostitute e uomini omosessuali. Circa 304 persone sono state coinvolte in uno studio di profilassi pre-esposizione volto a impedire la contrazione dell’HIV.

Abbiamo anche gestito servizi di salute sessuale e riproduttiva per ragazze e donne in un centro sanitario locale, dove offriamo assistenza per l’aborto sicuro, allo scopo di ridurre gli elevati tassi di mortalità e le sofferenze riscontrate tra donne e ragazze senza accesso a tali servizi.

Nel 2018, abbiamo trasferito il nostro progetto HIV a Tete al Ministero della Salute. Per 16 anni, le nostre équipe a Tete hanno lavorato a metodi innovativi per potenziare la cura dell’HIV, compresi gruppi di pazienti sottoposti a trattamento antiretrovirale (ARV) nelle comunità e un’iniziativa a livello comunitario finalizzata al monitoraggio e alla risoluzione dei problemi di approvvigionamento dei farmaci per l’HIV e la tubercolosi.

  • 1984 anno del primo intervento di MSF nel Paese
  • 14.5 mila pazienti hanno iniziato il trattamento antiretrovirale
  • 244 pazienti hanno iniziato il trattamento per la tubercolosi

Le nostre principali attività in Mozambico

  • HIV/AIDS

    Dall’inizio dell’epidemia nel 1981, si calcola che l’HIV abbia causato nel mondo oltre 35 milioni di decessi e che circa 70 milioni siano state le persone contagiate.

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