La malattia da virus Ebola è una febbre emorragica molto grave e spesso fatale nell’uomo, causata da un filovirus di cui esistono diverse specie. Le specie più conosciute sono Zaire, Sudan, Bundibugyo, Reston, Tai Forest e Bombali. Le prime tre hanno provocato epidemie in diversi paesi africani, con tassi di mortalità variabili dal 25% al 90%.
Nel maggio 2026 l’OMS ha dichiarato emergenza sanitaria internazionale per una nuova epidemia causata dal virus Bundibugyo, attiva nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. MSF è presente sul campo con équipe mediche impegnate nella risposta all’epidemia.
Sintomi dell’Ebola
Inizialmente, i sintomi sono aspecifici, rendendo molto difficile la diagnosi clinica. La malattia è spesso caratterizzata da un improvviso accesso di febbre, astenia, dolore muscolare, cefalea e mal di gola. Questi sintomi possono essere seguiti da vomito, diarrea, eritemi, funzione renale ed epatica compromesse e, in alcuni casi, fenomeni emorragici che includono sanguinamenti dal naso, vomito ematico, diarrea mista a sangue, emorragie interne e congiuntiviti emorragiche. Tuttavia, le emorragie si riscontrano in meno del 50% dei casi. I sintomi possono manifestarsi da 2 a 21 giorni dopo il contatto, con un picco tra il settimo e il quattordicesimo giorno dal contatto.
40.000 persone vaccinate da MSF durante l'undicesima epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo
Come si trasmette l’Ebola
Ebola si trasmette attraverso il contatto diretto con animali o persone infette oppure con i loro materiali biologici (sangue o altri fluidi corporei). Non si trasmette per via aerea.
Il serbatoio naturale del virus Ebola è un tipo di pipistrello o altri animali che vivono nella foresta. L’introduzione del virus Ebola in comunità umane avviene attraverso il contatto con sangue, secrezioni, organi o altri fluidi biologici (es saliva, urina, vomito) di soggetti infetti (vivi o morti) e in contatto con ambienti contaminati da tali fluidi. Il contagio è più frequente tra familiari e conviventi, oltre al personale sanitario, per l’elevata probabilità di contatti. In Africa, dove si sono verificate le epidemie più gravi, le cerimonie di sepoltura e il diretto contatto con il cadavere dei defunti hanno probabilmente avuto un ruolo non trascurabile nella diffusione della malattia.
Cura e vaccino per l’Ebola
Non esiste una cura definitiva per l’Ebola, ma negli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi sia sul fronte dei trattamenti che della prevenzione.
Il trattamento standard si basa su una terapia di supporto intensiva: idratazione, supporto respiratorio, controllo della pressione arteriosa e prevenzione delle infezioni secondarie con antibiotici e antimalarici. Questo approccio, se applicato precocemente, aumenta significativamente le probabilità di sopravvivenza.
A partire dal 2020, sono stati approvati da FDA ed EMA i primi trattamenti specifici contro l’ebola Zaire: Inmazeb e Ebanga, due anticorpi monoclonali che agiscono direttamente sul virus. La loro disponibilità ha rappresentato un cambiamento importante nella gestione clinica della malattia.
Sul fronte della prevenzione, il vaccino rVSV-ZEBOV (Ervebo) — sviluppato nell’ambito di una ricerca coordinata dall’OMS con il contributo di MSF — ha ottenuto l’approvazione regolatoria ed è oggi utilizzato nelle campagne di vaccinazione durante epidemie sostenute dal virus Ebola Zaire. Durante la sedicesima epidemia nella Repubblica Democratica del Congo, nella provincia del Kasai, sono state vaccinate oltre 40.000 persone.
Va precisato che Ervebo è efficace contro il ceppo Zaire, il più letale storicamente. L’epidemia del 2026 è causata dal virus Bundibugyo, una specie diversa: la ricerca sull’efficacia vaccinale in questo contesto specifico è in corso.
Le epidemie di Ebola
Nel maggio 2026 l’OMS ha dichiarato emergenza sanitaria internazionale per una nuova epidemia causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo, estesasi rapidamente all’Uganda. MSF è presente sul campo con équipe mediche attive nelle aree più colpite.
Nel precedente 2014 si registrò invece un’epidemia senza precedenti in termini di aree geografiche coinvolte, casi registrati e tasso di mortalità. Dalla Guinea, dove l’epidemia viene confermata per la prima volta il 22 marzo 2014, il virus si è rapidamente diffuso in Liberia, Sierra Leone e, con un’estensione contenuta, in Nigeria, Senegal e Mali. Il numero dei contagi è aumentato esponenzialmente rendendo ancora più complicata la ricostruzione dei contatti, e quello che all’inizio sembrava un problema locale si è trasformato in una crisi umanitaria internazionale.
L’epidemia si è protratta per quasi due anni, ha visto il coinvolgimento simultaneo di diversi Paesi, ha colpito i contesti urbani e ha contato un numero di casi e di morti enormemente superiore a quelli notificati globalmente nelle diverse epidemie riportate dal 1976, anno in cui l’Ebola è stata per la prima volta identificata e descritta, ad oggi.
L’epidemia ha fatto registrare 28.652 casi sospetti, 15.261 casi confermati al laboratorio e 11.325 decessi con una mortalità pari al 40%.
Con le nostre équipe siamo intervenuti sia nei tre paesi maggiormente colpiti dal virus, Guinea, Liberia e Sierra Leone, sia in Nigeria e Senegal, dove l’epidemia è stata contenuta. Abbiamo più volte chiesto un intervento massiccio della comunità internazionale per tentare di arginare l’epidemia ed evitare che i già fragili sistemi sanitari collassassero definitivamente. Abbiamo trattato complessivamente circa il 60% dei casi registrati durante l’epidemia del 2014. L’epidemia si è conclusa ufficialmente a giugno 2016 con gli ultimi casi registrati in Liberia.
Il nostro intervento
Da oltre dieci anni, Medici Senza Frontiere è in prima linea nella risposta alle epidemie di Ebola, intervenendo rapidamente per contenere la diffusione del virus e garantire cure salvavita alle persone colpite.
2014-2015 | Sierra Leone, Guinea e Liberia
Durante la più grande epidemia di Ebola mai registrata, abbiamo costruito e gestito centri di trattamento e isolamento, curato migliaia di pazienti, supportato le attività di sorveglianza epidemiologica, formato operatori sanitari e sensibilizzato le comunità sulle misure di prevenzione e controllo del contagio.
2018-2020 | Repubblica Democratica del Congo (Nord Kivu e Ituri)
Abbiamo risposto a una delle più complesse epidemie di Ebola degli ultimi anni in un contesto segnato da conflitti e insicurezza. Le nostre équipe hanno fornito assistenza medica specializzata, supportato il monitoraggio epidemiologico, rafforzato il controllo delle infezioni e collaborato alle attività di vaccinazione e risposta d’emergenza.
2023 | Uganda
In risposta all’epidemia causata dalla specie virale Ebola Sudan, abbiamo aperto centri di trattamento e isolamento, formato il personale sanitario locale, rafforzato le misure di prevenzione e controllo delle infezioni e supportato le autorità sanitarie nel contenimento del focolaio.
2026 | Repubblica Democratica del Congo
Continuiamo a intervenire nei focolai regionali di Ebola attraverso attività di diagnosi, trattamento, sorveglianza epidemiologica, formazione del personale sanitario e preparazione delle comunità a rischio, contribuendo a limitare la diffusione della malattia e a rafforzare la capacità di risposta locale.
Grazie all’esperienza maturata nelle principali epidemie di Ebola degli ultimi anni, continuiamo a mettere a disposizione competenze mediche, logistiche ed epidemiologiche per proteggere le popolazioni più vulnerabili e rispondere rapidamente alle emergenze sanitarie.
Sulla base delle precedenti epidemie, sappiamo che anche i sopravvissuti a Ebola necessitano di cure dedicate e specifiche. Infatti, hanno dovuto affrontare numerose conseguenze sia fisiche (fatica cronica, problemi all’udito e alla vista) che mentali, oltre all’isolamento e alla stigmatizzazione da parte della comunità.
Nell’ambiato dell’attuale intervento, MSF oltre alla gestione dei pazienti malati, sta pianificando attività di cura per chi sopravvive alla malattia.
MSF Italia is part of a global network delivering medical aid where it is needed most. Independent. Neutral. Impartial.