Terremoto in Venezuela: situazione oggi e intervento MSF

Terremoto in Venezuela: situazione oggi e intervento MSF

Ultimo aggiornamento: 09/07/2026

Il 24 giugno 2026 due forti scosse di terremoto hanno colpito il nord del Venezuela, con i danni più gravi tra La Guaira e Caracas. Medici Senza Frontiere è intervenuta fin dalle prime ore per sostenere gli ospedali che curano i feriti. In questa pagina trovi cosa è successo, com’è la situazione sul campo e cosa stiamo facendo.

Cosa è successo in Venezuela

Il 24 giugno 2026 due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, con epicentro nell’area di Veroes, nello stato di Yaracuy, hanno colpito una regione già segnata da anni di crisi economica e da un sistema sanitario in difficoltà.

Le zone più devastate sono La Guaira e la vicina capitale Caracas, dove numerosi edifici sono crollati o hanno subito gravi danni. La violenza del sisma, unita alla fragilità di molte costruzioni, spiega in buona parte la gravità dell’impatto.

Nei giorni successivi si sono registrate numerose scosse di assestamento, che hanno reso più difficili le operazioni di soccorso e più instabili gli edifici già lesionati. Il bilancio delle vittime resta provvisorio e continua ad aggravarsi con l’avanzare delle ricerche tra le macerie.

Com’è la situazione sul campo

Gli ospedali di Caracas e La Guaira continuano a lavorare sotto forte pressione. Migliaia di persone vivono ancora per strada o sono ospitate in centri di accoglienza di diverse dimensioni, dove hanno bisogno di acqua, cibo e un riparo.

Allo stesso tempo, il sistema di distribuzione dell’acqua e quello di gestione dei rifiuti sono collassati. In queste condizioni, garantire acqua potabile, servizi igienici adeguati e condizioni minime di igiene rappresenta una delle principali priorità della risposta umanitaria.

I bisogni continuano a evolversi e l’assistenza ai sopravvissuti resta al centro degli interventi. Tra le necessità più urgenti vi è anche il supporto alla salute mentale, fondamentale per le persone colpite dal terremoto. Parallelamente, la risposta umanitaria nelle aree colpite si sta progressivamente strutturando grazie al lavoro congiunto delle organizzazioni impegnate nell’assistenza, che forniscono anche alloggio, distribuzione di cibo e altri servizi essenziali.

Cosa sta facendo Medici Senza Frontiere in Venezuela

I nostri team, sono stati tra i primi ad arrivare sul campo e continuano a lavorare al fianco del Ministero della Salute e delle strutture sanitarie locali. In questa fase, la priorità è assistere i sopravvissuti e le persone che vivono ancora per strada o nei centri di accoglienza.

Abbiamo proseguito con le donazioni all’Ospedale Pérez de León e ad altri ospedali di Caracas e La Guaira, fornendo materiali medici e disinfettanti. Finora abbiamo distribuito forniture sufficienti per assistere quasi 4.000 pazienti e consegneremo inoltre 1.000 sacchi mortuari, insieme a dispositivi di protezione individuale e disinfettanti, all’obitorio centrale.

Abbiamo inoltre ampliato la nostra risposta sul territorio attraverso cliniche mobili attive a Naiguatá, una delle aree più colpite dal terremoto, a Playa Verde, principale centro di accoglienza dello stato di La Guaira, e nel centro di Caracas, dove una terza clinica mobile risponde al crescente numero di persone che vivono per strada.

L’équipe della clinica mobile di Naiguatá è composta da 12 persone, tra cui un medico, infermieri e uno psicologo. Parallelamente, stiamo rafforzando il supporto alla salute mentale ampliando il nostro team con l’assunzione e la formazione di nuovi psicologi e lavorando con il Ministero della Salute per contribuire allo sviluppo di una risposta più ampia e strutturata in questo ambito.

Stiamo anche intervenendo per migliorare l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. Nei centri di accoglienza che supportiamo istalliamo servizi igienici e docce, lavorando al trattamento dell’acqua per garantirne la potabilità e sviluppando sistemi di gestione dei rifiuti per contribuire a prevenire l’insorgere di malattie.

La situazione resta particolarmente critica sotto il profilo igienico-sanitario. Il sistema di gestione dei rifiuti è collassato e molte persone non hanno accesso a servizi igienici adeguati. Per questo stiamo implementando soluzioni dedicate nei centri di accoglienza che supportiamo, con l’obiettivo di ridurre il rischio di diffusione di malattie nel medio e lungo periodo.

Anche l’accesso all’acqua rappresenta una sfida importante. Attualmente molte persone possono contare solo sull’acqua in bottiglia distribuita grazie alle donazioni di organizzazioni e privati. Poiché il sistema di distribuzione dell’acqua è collassato, stiamo conducendo una valutazione approfondita per individuare soluzioni che consentano di garantire un accesso più sostenibile e tempestivo.

In emergenze come questa, poter contare su fondi flessibili ci permette di essere presenti sul campo fin dalle prime ore e di intervenire dove i bisogni sono più urgenti. Il tuo contributo sostiene gli interventi di emergenza di Medici Senza Frontiere in Venezuela e negli altri Paesi in cui lavoriamo.

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