Il testamento pubblico è la forma di testamento redatta direttamente dal notaio su dichiarazione del testatore, alla presenza di due testimoni.
È considerata la tipologia più sicura perché garantisce:
- validità legale;
- conservazione certa;
- difficile impugnabilità.
Nonostante il nome ‘pubblico’, non è consultabile da chiunque: il suo contenuto rimane riservato e viene reso noto solo alla morte del testatore. Il notaio custodisce l’originale e invia copia all’Archivio Notarile Distrettuale.
Come funziona il testamento pubblico
Il ruolo del notaio
Il testatore si reca dal notaio e dichiara oralmente le proprie volontà. Il notaio le trascrive in forma di atto pubblico, indicando data, luogo, ora e la precisa descrizione della destinazione dei beni. Il documento viene letto ai presenti e firmato dal testatore, dai testimoni e dal notaio.
Il ruolo dei testimoni
La presenza di due testimoni è obbligatoria per legge. I testimoni devono essere maggiorenni, capaci di intendere e di volere, e non possono essere il coniuge o i parenti del testatore né i beneficiari del testamento. La loro funzione è garantire che le disposizioni corrispondano a quanto dichiarato liberamente dal testatore.
La conservazione presso il notaio e il Registro Generale dei Testamenti
Il notaio conserva l’originale del testamento e invia copia all’Archivio Notarile Distrettuale. Deve inoltre iscrivere il testamento nel Registro Generale dei Testamenti, gestito dal Consiglio Nazionale del Notariato, entro 30 giorni dalla redazione. Alla morte del testatore, chiunque può chiedere a qualsiasi notaio di verificare se esiste un testamento registrato.
Costi del testamento pubblico dal notaio 2026
Il costo del testamento pubblico dipende dalla complessità delle disposizioni e dal valore dei beni. In media, la parcella notarile varia tra 150 e 500 euro per un testamento semplice. Per disposizioni complesse o patrimoni rilevanti, il costo può essere superiore.
Imposte e tasse accessorie
Oltre alla parcella, si pagano: l’imposta di registro (200 euro fissi), l’imposta di bollo (circa 16 euro ogni 4 facciate o 100 righe), i diritti di segreteria e l’iscrizione al Registro Generale dei Testamenti. In totale, le spese accessorie ammontano generalmente a 300-600 euro.
Confronto costi: testamento pubblico vs olografo
| Aspetto | Testamento pubblico | Testamento olografo |
|---|---|---|
| Costo | 150-800 euro (notaio + tasse) | Zero (se scritto senza consulenza) |
| Conservazione | Notaio + Archivio Notarile | A cura del testatore o depositato dal notaio |
| Rischio smarrimento | Nullo | Presente |
| Rischio impugnazione | Basso (presenza notaio) | Più alto (requisiti formali a rischio) |
| Adatto per patrimoni complessi | Si | Con cautela |
Vantaggi e svantaggi del testamento pubblico
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Validità legale garantita dal notaio | Costo notarile |
| Conservazione sicura, nessun rischio smarrimento | Minore riservatezza rispetto all’olografo (il notaio conosce il contenuto) |
| Difficile da impugnare per vizi di forma | Necessita di recarsi dal notaio |
| Registro Generale dei Testamenti: sempre rintracciabile | |
| Adatto a patrimoni complessi e lasciti a enti |
Cosa succede alla morte del testatore
Il testamento pubblico non richiede la pubblicazione formale prevista per il testamento olografo: essendo già un atto pubblico redatto dal notaio, è immediatamente eseguibile. Alla morte del testatore, il notaio — una volta informato — comunica l’esistenza e il contenuto del testamento agli eredi e ai legatari. Per facilitare questo passaggio, è importante che il testatore fornisca al notaio i recapiti delle persone indicate nel testamento: in questo modo le tue volontà potranno essere eseguite senza ritardi.
Chi avverte il notaio della morte del testatore?
Non è scontato per il notaio venire a conoscenza della morte del testatore. La legge non prevede che nessuno abbia l’obbligo di fare al notaio tale comunicazione, se non gli eredi.
Per tale ragione il testatore dovrebbe mettere a conoscenza le persone più fidate dell’esistenza del testamento pubblico e il notaio cui fare riferimento al momento della propria morte. Ciò agevola tutti i procedimenti ed evita che la successione venga regolata dalla legge, invece che dal testamento, come desiderato dal testatore.
Cosa è possibile scrivere nel testamento pubblico?
Nel testamento pubblico è possibile:
- disporre di tutti i beni del patrimonio (immobili, denaro, titoli, aziende, diritti);
- nominare eredi e legatari;
- designare un esecutore testamentario;
- stabilire condizioni o oneri;
- riconoscere figli;
- revocare testamenti precedenti e includere lasciti a favore di associazioni no profit o enti.
L’unico limite è il rispetto della quota di legittima spettante agli eredi necessari.
Come includere un lascito solidale nel testamento pubblico
Il testamento pubblico è la forma ideale per un lascito solidale: il notaio garantisce la corretta formulazione giuridica della disposizione a favore di Medici Senza Frontiere, riducendo il rischio di contestazioni. È sufficiente comunicare al notaio la volontà di includere MSF come erede o legatario, indicando il nome completo dell’organizzazione e la quota o il bene da destinare.
Domande frequenti sul testamento pubblico
Il testamento pubblico si può modificare?
Sì. Il testamento pubblico può essere modificato o revocato in qualsiasi momento finché il testatore è in vita e capace di intendere e di volere. La modifica avviene di solito con un nuovo testamento (che revoca quello precedente) o con un codicillo notarile. È importante comunicare al notaio la volontà di modifica.
Quanto tempo conserva il notaio il testamento?
Il notaio conserva il testamento pubblico per tutta la vita del testatore e, dopo la sua morte. L’originale viene poi depositato all’Archivio Notarile, dove rimane conservato a tempo indeterminato.
Il testamento pubblico è sempre valido?
In linea di principio sì, ma può essere impugnato se al momento della redazione il testatore non era capace di intendere e di volere, se vi erano vizi della volontà (violenza, dolo, errore) o se le disposizioni ledono la quota di legittima degli eredi necessari. La presenza del notaio rende tuttavia molto difficile l’impugnazione per vizi di forma.