Ultimo aggiornamento: 29/06/2026
Il 24 giugno 2026 due forti scosse di terremoto hanno colpito il nord del Venezuela, con i danni più gravi tra La Guaira e Caracas. Medici Senza Frontiere è intervenuta fin dalle prime ore per sostenere gli ospedali che curano i feriti. In questa pagina trovi cosa è successo, com’è la situazione sul campo e cosa stiamo facendo.
Cosa è successo in Venezuela
Il 24 giugno 2026 due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, con epicentro nell’area di Veroes, nello stato di Yaracuy, hanno colpito una regione già segnata da anni di crisi economica e da un sistema sanitario in difficoltà.
Le zone più devastate sono La Guaira e la vicina capitale Caracas, dove numerosi edifici sono crollati o hanno subito gravi danni. La violenza del sisma, unita alla fragilità di molte costruzioni, spiega in buona parte la gravità dell’impatto.
Nei giorni successivi si sono registrate numerose scosse di assestamento, che hanno reso più difficili le operazioni di soccorso e più instabili gli edifici già lesionati. Il bilancio delle vittime resta provvisorio e continua ad aggravarsi con l’avanzare delle ricerche tra le macerie.
Com’è la situazione sul campo
Gli ospedali di Caracas e La Guaira continuano a ricevere feriti e lavorano sotto forte pressione. Migliaia di persone hanno perso la casa e cercano acqua, cibo e un riparo, e molte si radunano in spazi improvvisati come parchi e stadi. In un contesto del genere crescono i rischi sanitari legati all’affollamento e alle condizioni precarie, insieme al bisogno di assistenza medica di base. In alcune aree i danni alle strade e ai ponti hanno complicato l’arrivo degli aiuti, isolando parte delle comunità colpite.
A questo si aggiunge il peso psicologico di chi ha vissuto il crollo della propria casa e la perdita di persone care: il supporto alla salute mentale è una parte importante della risposta a un’emergenza di queste dimensioni. La testimonianza della coordinatrice medica di MSF a Caracas aiuta a capire cosa significhi lavorare in queste condizioni.
Cosa sta facendo Medici Senza Frontiere in Venezuela
Le nostre équipe sono state tra le prime ad arrivare sul campo e continuano a lavorare al fianco delle strutture sanitarie locali distribuendo kit medici di emergenza agli ospedali che curano i feriti: secondo l’ultimo aggiornamento delle nostre attività abbiamo rifornito 8 ospedali tra Caracas e La Guaira, con materiale sufficiente a coprire i bisogni di circa 3.500 pazienti (dato aggiornato al 29 giugno 2026). Come racconta Andreas Spaett, responsabile dei nostri programmi in Venezuela, siamo solo all’inizio e i bisogni continuano ad aumentare.
Nei prossimi giorni contiamo di ampliare la risposta. Stiamo pianificando l’attivazione di cliniche mobili nei luoghi dove si radunano le persone sfollate per portare assistenza sanitaria di base direttamente dove serve.
In emergenze come questa, poter contare su fondi flessibili ci permette di essere sul campo fin dalle prime ore e di intervenire dove il bisogno è più urgente. Il tuo contributo sostiene gli interventi di emergenza di Medici Senza Frontiere in Venezuela e negli altri Paesi in cui lavoriamo.
