Repubblica Democratica del Congo

La Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha subito decenni di crisi sovrapposte e gravi limitazioni nell’accesso al sistema sanitario. Il 2018 è stato caratterizzato da ulteriori focolai di violenza estrema e frequenti epidemie di vasta portata.

Nel 2018 abbiamo gestito 54 progetti medici in 17 delle 26 province del Paese. Forniamo assistenza medica completa dove è più necessaria, con servizi che vanno dall’assistenza sanitaria di base alla nutrizione, alla pediatria, al sostegno alle vittime di violenza sessuale e all’assistenza alle persone affette da HIV/AID. Nel 2018 abbiamo risposto a nove epidemie di morbillo e a due epidemie consecutive di Ebola, tra cui la più grande di sempre nel Paese, ancora in corso alla fine dell’anno.

Assistenza ai rifugiati e alle comunità ospitanti

Dal 2016, sono circa 1,4 milioni le persone sfollate a causa delle violenze nella regione del Gran Kasai. Nel 2018, le nostre équipe nella regione hanno supportato ospedali di riferimento a Kakenge, Kananga, Tshikapa e Tshikula, nonché 35 centri sanitari nelle aree circostanti, offrendo servizi di nutrizione, pediatria, assistenza sanitaria materna, chirurgia traumatologica, trattamento per le vittime di violenza sessuale e trasferimenti. Nella zona sanitaria di Kamonia, nella provincia meridionale del Kasai, abbiamo anche fornito assistenza medica ai congolesi respinti dalla vicina Angola.

Abbiamo condotto più di 80.000 visite mediche nella città di Bunia e nel territorio di Djugu, nella provincia dell’Ituri, dove gli scontri tra le comunità e i combattimenti tra gruppi armati hanno causato ulteriori spostamenti di massa. Abbiamo inoltre costruito latrine e docce, risposto a focolai di morbillo e colera e assistito vittime di violenze sessuali.

Nel 2017 abbiamo continuato ad assistere le persone sfollate a causa delle violenze a Kalemie, nella provincia di Tanganica, fornendo aiuti e acqua oltre ad assistenza sanitaria e sostegno psicologico nelle comunità. Abbiamo inoltre istituito nuovi servizi di assistenza sanitaria primaria e secondaria per le vittime di violenze e gli sfollati a Salamabila, nella provincia di Maniema e a Kalongwe, nel Sud Kivu.

Alla fine dell’anno, abbiamo inviato una équipe di emergenza per assistere le migliaia di persone in fuga dalla violenza estrema nella regione intorno a Yumbi, nella provincia di Mai-Ndombe nell’ovest del Paese.

Per aiutare i rifugiati della Repubblica Centrafricana in transito nella parte settentrionale della Repubblica Democratica del Congo, abbiamo supportato ospedali e centri sanitari a Gbadolite e Mobayi-Mbongo, nel nord di Ubangi, e gestito cliniche mobili che servivano anche la comunità locale. A Bili, nella stessa provincia, abbiamo supportato l’assistenza di emergenza, pediatrica e neonatale nell’ospedale di riferimento e in 50 centri sanitari e postazioni sanitarie con un approccio comunitario integrato.

A est, lungo il confine con il Sud Sudan, abbiamo curato oltre 48.000 rifugiati negli insediamenti informali di Karagba e Ulendere.

Assistenza completa nelle province del Kivu

Nelle province del Kivu, nella RDC orientale, tormentate da un conflitto da oltre 25 anni, gestiamo una serie di progetti a lungo termine che assicurano la continuità delle cure e risposte di emergenza a traumi e sfollamenti legati alla violenza.

Nel Nord Kivu, le nostre équipe gestiscono progetti completi a Lubero, Masisi, Mweso, Rutshuru e Walikale, supportando i principali ospedali di riferimento e alcuni centri sanitari periferici per fornire assistenza di base e secondaria. I servizi comprendono cure di emergenza e tarapia intensiva, chirurgia, nutrizione e assistenza sanitaria materna e pediatrica, assistenza sanitaria all’interno delle comunità e attività di sensibilizzazione, come le vaccinazioni di massa in aree difficili da raggiungere.

Nel Kivu meridionale offriamo trattamenti per malaria, HIV, tubercolosi, malnutrizione, infezioni respiratorie acute e dissenteria a rifugiati, sfollati e comunità locali. Disponevamo di équipe che lavoravano in più di una dozzina di strutture in tutta la provincia, incluso un nuovo centro sanitario a Kusisa. Costruito nel 2018, offre reparti di maternità, pediatria e pronto soccorso e una sala operatoria.

Assistenza alle vittime di violenza sessuale

A Kananga, nella provincia di Kasai Central, nel 2018 abbiamo trattato tra le 200 e le 250 vittime di violenza sessuale al mese, principalmente donne, ma anche uomini e bambini.

Abbiamo inoltre istituito servizi psicologici e medici per le vittime di violenza sessuale in un ospedale e quattro centri sanitari a Salamabila, nella provincia di Maniema, e incrementato i servizi in altri sei centri sanitari nei dintorni di Mambasa, nella provincia di Ituri, sviluppando un’app per cellulari per migliorare le cure fornite a 5.500 pazienti colpiti da infezioni trasmesse sessualmente e vittime di violenza sessuale.

Gestiamo inoltre una clinica per le vittime di violenza sessuale a Walikale, nel Kivu settentrionale, dove offriamo servizi di assistenza medica e psicologica e di pianificazione familiare.

Risposta alle epidemie

Rispondere alle epidemie per noi è un’attività fondamentale nella RDC e nel 2018 le nostre équipe di emergenza hanno condotto servizi di monitoraggio e diagnosi iniziale in 10 centri in tutto il Paese, con conseguenti molteplici interventi di emergenza.

Abbiamo risposto a nove epidemie di morbillo che hanno colpito le province di Haut-Uélé, Ituri, Katanga, Kasai, Maniema e Tshopo durante l’anno, fornendo assistenza e supportando il Ministero della Salute per contenere la diffusione.

Abbiamo inoltre supportato la risposta del ministero a vaste epidemie di colera che hanno colpito molte zone, incluse città come Kinshasa, Lubumbashi, Ngandajika e Mbuji-Mayi.

A Maniema, continuiamo a sostenere il Ministero della Salute nella gestione, nella ricerca di casi attivi e nel trattamento della malattia del sonno (tripanosomiasi africana).

L’HIV/AIDS continua a essere un’altra minaccia mortale a livello nazionale, con un numero allarmante di pazienti che si presentano in una fase così avanzata della malattia da necessitare cure ospedaliere immediate, o troppo tardi per il trattamento.

Gestiamo un importante programma sull’HIV/AIDS nel Centro Ospedaliero di Kabinda a Kinshasa, dove nel 2018 abbiamo fornito assistenza a più di 2000 pazienti, compresi soggetti con HIV avanzato. Le nostre équipe sostengono le attività per HIV/AIDS di altri due ospedali a Kinshasa e gestiscono programmi di sensibilizzazione all’HIV in tre dei centri sanitari della città. Forniamo inoltre supporto tecnico e finanziario a cinque strutture sanitarie a Goma, incluso l’ospedale generale di Virunga, per migliorare la fornitura dei trattamenti per l’HIV e aumentare l’accesso al trattamento antiretrovirale.

I nostri colleghi scomparsi

L’11 luglio 2013, quattro operatori di MSF sono stati rapiti a Kamango, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, dove stavano effettuando una valutazione sanitaria. Una di loro, Chantal, è riuscita a fuggire nel mese di agosto del 2014, ma non abbiamo più avuto notizie di Philippe, Richard e Romy. Continuiamo a impegnarci per la loro liberazione.

  • 1977 anno del primo intervento di MSF nel Paese
  • 1.8 milioni di visite mediche effettuate
  • 776.6 mila pazienti trattati per la malaria

Le nostre principali attività in Repubblica Democratica del Congo

  • Malnutrizione

    La malnutrizione è causata dalla carenza di sostanze nutritive essenziali. I bambini smettono di crescere e si ammalano più facilmente, a causa dell’indebolimento del loro sistema immunitario.

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  • Salute della donna

    Le donne sono, insieme ai bambini, tra i nostri pazienti più numerosi e maggiormente seguiti. Risultano, infatti, tra i gruppi più vulnerabili in contesti di conflitto o ad alta insicurezza, sono frequente oggetto di violenze e molto più degli uomini hanno difficoltà di accesso alle cure.

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  • Vaccinazioni

    L’immunizzazione è uno degli interventi medici più convenienti nella sanità pubblica. Tuttavia, si stima che 1,5 milioni di persone muoiano ogni anno a causa di malattie prevenibili con una serie di vaccini raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da MSF, soprattutto ai bambini.

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