Coronavirus: aggiornamento sull’epidemia

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Coronavirus: aggiornamento sull’epidemia

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I nostri infettivologi ed epidemiologi stanno seguendo da vicino i rapidi sviluppi della diffusione del nuovo coronavirus (COVID-2019). A oggi, sono stati accertati oltre 64.000 casi, dei quali oltre il 99% in Cina.

Alle autorità sanitarie in Cina e Hong Kong abbiamo offerto un supporto simile a quello che abbiamo fornito durante l’epidemia di SARS (Severe Acute Respiratory Syndome) del 2003, causata da un tipo di coronavirus correlato a quello che sta caratterizzando questa nuova epidemia. Queste attività includono la formazione di personale medico sui metodi di prevenzione e controllo del contagio e attività di educazione alla salute.

Uno dei nostri team è stato inviato ad Hong Kong con un focus iniziale sull’educazione alla salute per i gruppi di persone più vulnerabili, come gli anziani e altri gruppi a rischio. Abbiamo inviato 3,5 tonnellate di materiale sanitario di protezione all’ospedale Jinyintan a Wuhan, in Cina e stiamo donando una tonnellata di kit per la protezione del personale addetto al servizio di ambulanze St John di Hong Kong che è a corto di rifornimenti.

Il virus COVID-2019 è nuovo e c’è ancora molto da comprendere. In ogni modo, come per gli altri coronavirus, la modalità primaria di trasmissione sembrerebbe il contagio da tosse e starnuti. Per questo sono importanti misure di prevenzione come lavarsi le mani e, in caso di colpi di tosse o starnuti, coprirsi la bocca con fazzoletti usa e getta.

Domande e Risposte

CHE COSA È QUESTA MALATTIA?

La malattia è causata da un virus, chiamato COVID-2019, scoperto a inizio gennaio in Cina e identificato come membro della famiglia dei coronavirus. Sembrerebbe trasmettersi tramite le goccioline di saliva diffuse da tosse e starnuti o tramite superfici infette che le persone toccano. Questo virus colpisce il sistema respiratorio. I sintomi principali includono debolezza generalizzata e febbre; tosse e, a volte, polmonite e difficoltà respiratorie negli stadi più avanzati.

COSA SAPPIAMO DI QUESTA MALATTIA?

Il virus è stato identificato all’inizio di gennaio da scienziati cinesi ed è ora chiamato SARS-CoV-2, a causa delle sue somiglianze con il virus che causa la SARS. Il nome della malattia causata da questo nuovo virus è COVID-19. I coronavirus sono una grande famiglia di virus, la maggior parte dei quali sono innocui per l’uomo. Quattro tipi sono noti per causare raffreddori, altri due tipi possono causare gravi infezioni polmonari (SARS e MERS) simili al Covid-19.

Come tutti i virus, la SARS-CoV-2 ha bisogno di cellule di esseri viventi per moltiplicarsi. Questo virus sembra colpire le cellule dei polmoni, ed probabilmente anche altre cellule del sistema respiratorio. Le cellule infettate dal virus producono più particelle di virus, che possono poi diffondersi ad altre persone attraverso colpi di tosse, per esempio.

QUANTO È PERICOLOSA?

La nostra comprensione del virus e della malattia è ancora in evoluzione. Molte persone contagiate dal virus non si ammaleranno gravemente. È anche possibile che alcuni non si ammalino affatto. Secondo le ultime stime, l’82% delle persone malate soffrirà solo di una forma lieve di malattia. Il 15% svilupperà una forma moderata e il 3% sarà gravemente malato.

La malattia sembra più pericolosa per gli anziani o per le persone che soffrono di altre infezioni o disturbi, come spesso accade con le malattie infettive. Più dell’80% delle persone che sono morte di Covid-19 avevano più di 60 anni, e più del 75% aveva patologie pregresse.

La mortalità è più alta a Wuhan (4,9%) e più bassa nel resto della Cina (2,1%). Al di fuori della Cina, è ancora più bassa (0,2%). Non si capisce bene perché la mortalità sia diversa in posti diversi. Ma con l’evolversi dell’epidemia, queste cifre possono ancora cambiare.

QUANTO È CONTAGIOSA?

La nostra conoscenza del virus è ancora in evoluzione. Sembrerebbe trasmettersi attraverso la tosse delle persone malate. Potrebbe essere possibile che il virus si trasmetta tramite persone infette senza sintomi, ma in questo caso si tratterà solo di una piccola minoranza dei contagi. Lo stesso vale per le feci delle persone infette.

Poiché più di 64.000 casi sono stati accertati, questo virus si è già diffuso ampiamente, con il 99% dei casi in Cina. Ma con quanta virulenza si trasmetta da una persona all’altra non è ancora pienamente compreso. Per questo motivo è molto difficile fare previsioni epidemiologiche.

QUALE È IL COLLEGAMENTO CON LA SARS/MERS?

La SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) e la MERS (Middle Eastern Respiratory Syndrome) sono entrambe infezioni dell’apparato respiratorio causate da tipi di coronavirus (rispettivamente la SARS-CoV e MERS-CoV) geneticamente correlati al 2019-nCoV. La SARS è stata scoperta nel 2002 in Cina e da lì si è diffusa in altri paesi. Più di 8.000 persone si sono ammalate e 774 sono morte. Dal 2004 non è più stato registrato alcun nuovo caso di SARS.

Durante questa epidemia, siamo intervenuti in Cina, Hong Kong e Vietnam. Ricordiamo che il primo ad aver individuato sul campo il virus della SARS è stato l’infettivologo italiano Carlo Urbani, per un periodo nostro presidente, morto purtroppo per aver contratto il virus.

La MERS è stata scoperta nel 2012, quando un’epidemia è scoppiata in Arabia Saudita. Più di 1.200 persone si sono ammalate e 449 sono morte. La MERS continua a contagiare le persone ancora oggi soprattutto nei paesi del Medio Oriente. Non siamo intervenuti durante le epidemie di MERS.

COSA SI PUÒ FARE PER RISPONDERE ALL’EPIDEMIA?

Al momento, le autorità sanitarie stanno guidando la risposta all’epidemia attraverso diagnosi dell’infezione virale, trattamento dei pazienti, mappatura dei contatti e continuando a studiare la malattia per poterla comprendere al meglio. Poiché si tratta di un virus nuovo, ad oggi non esiste ancora un vaccino o un trattamento specifico (anche se esistono cure per trattarne i sintomi), e la comprensione del virus, così come della malattia, sono ancora in corso.

In generale, sappiamo che, nel caso di malattie respiratorie, è importante lavarsi le mani, coprirsi la bocca per i colpi di tosse, evitare contatti ravvicinati con persone che mostrano sintomi di malattie respiratorie e informare un medico nel caso in cui ci si senta male. Rafforzare la conoscenza del virus e di queste misure di prevenzione è una componente chiave per limitarne la diffusione.

CHE COSA HA FATTO MEDICI SENZA FRONTIERE DURANTE LA DIFFUSIONE DELLA SARS E DELLA MERS?

Durante la diffusione della SARS abbiamo supportato l’ospedale Bach Mai in Vietnam gestendo un centro di isolamento. In Cina, abbiamo offerto la formazione del personale sanitario per la prevenzione e il controllo del contagio nella città di Guangzhou.

A Hong Kong abbiamo effettuato attività di formazione del personale sanitario per la prevenzione e il controllo del contagio, attività di educazione alla salute per gli abitanti e abbiamo donato materiale di protezione. MSF non è intervenuta nell’epidemia di MERS.

COME SI PUÒ EVITARE IL CONTAGIO?

Nelle aree ad alto rischio di contagio, come per gli altri coronavirus, la modalità primaria di trasmissione sembrerebbe il contagio da tosse e starnuti. Misure di prevenzione come lavarsi accuratamente le mani e coprirsi la bocca con fazzoletti usa e getta in caso di colpi di tosse sono importanti per prevenire nuovi casi. Sempre in aree ad alto rischio, la mascherina è una buona misura preventiva per proteggersi dal virus o per non trasmetterlo se si è malati.

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