Coronavirus: cos’è, sintomi e trasmissione

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Coronavirus: cos’è, sintomi e trasmissione

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Il virus COVID-2019 è nuovo e c’è ancora molto da comprendere. In ogni modo, come per gli altri coronavirus, la modalità primaria di trasmissione sembrerebbe il contagio da tosse e starnuti.

Per questo sono importanti misure di prevenzione come lavarsi spesso le mani, mantenere la distanza di almeno un metro tra le persone, in caso di colpi di tosse o starnuti, coprirsi la bocca con l’incavo del gomito o con fazzoletti usa e getta.

Per ulteriori informazioni sul nuovo Coronavirus è possibile consultare il sito dedicato del Ministero della Salute

Cosa sta facendo Medici Senza Frontiere per la situazione in Italia?

Come MSF abbiamo offerto il nostro supporto alle autorità italiane. Sarà un piccolo contributo al grandissimo sforzo messo in piedi dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN), ma ci sembrava un doveroso segno di solidarietà. Per il momento team di MSF supporta in particolare le attività di prevenzione e controllo delle infezioni negli ospedali di Lodi, Codogno e Sant’Angelo Lodigiano.  Stiamo inoltre avviando a Codogno attività per supportare i medici di base e gli operatori che prestano assistenza domiciliare, oltre che il personale di una casa di cura per anziani dove sono emersi i primi casi.

Tutte le info QUI.

Come è composto il team di Medici Senza Frontiere?

Al momento il nostro team è composto da circa una decina di persone, tra infettivologi, anestesisti, infermieri e logisti italiani, che porteranno la loro esperienza nella gestione di epidemie in diversi paesi del mondo in cui lavoriamo. I nostri operatori affiancheranno medici e infermieri delle varie strutture e supporteranno nell’assistenza ai pazienti di coronavirus ricoverati e bisognosi di cure.

Che cos’è il Coronavirus?

La malattia è causata da un virus, chiamato COVID-2019 (anche detto SARS-COV-2), scoperto a inizio gennaio in Cina e identificato come membro della famiglia dei coronavirus. Sembrerebbe trasmettersi principalmente tramite le goccioline di saliva (droplets) diffuse da tosse e starnuti o tramite superfici infette contaminate dalle goccioline di saliva che le persone toccano.

Questo virus colpisce il sistema respiratorio. I sintomi principali includono debolezza generalizzata e febbre; tosse e, nei casi più gravi, polmonite e difficoltà respiratorie negli stadi più avanzati.

Cosa sappiamo su Covid-19?

Il virus è stato identificato all’inizio di gennaio 2020 da scienziati cinesi ed è ora chiamato SARS-CoV-2, a causa delle sue somiglianze con il virus che causa la SARS. Il nome della malattia causata da questo nuovo virus è COVID-19.

I coronavirus sono una grande famiglia di virus, la maggior parte dei quali sono innocui per l’uomo. Quattro tipi sono noti per causare raffreddori, altri due tipi possono causare gravi infezioni polmonari (SARS e MERS) simili al Covid-19.

Come tutti i virus, la SARS-CoV-2 ha bisogno di cellule di esseri viventi per moltiplicarsi. Questo virus sembra colpire le cellule dei polmoni e, probabilmente, anche altre cellule del sistema respiratorio. Le cellule infettate dal virus producono più particelle di virus, che possono poi diffondersi ad altre persone attraverso colpi di tosse, per esempio.

Quanto è pericolosa l’infezione del Covid-19?

La nostra comprensione del virus e della malattia è ancora in evoluzione, per cui rimangono molti quesiti aperti e le risposte della scienza sono in continuo aggiornamento. Molte persone contagiate dal virus non si ammaleranno gravemente. È anche possibile che alcuni non si ammalino affatto. 

Le evidenze emerse finora ci dicono che l’80% delle persone contagiate soffrono solo di una forma moderata o lieve della malattia. Il 15% sviluppa una forma grave della malattia che richiede l’ospedalizzazione. Il 5% si ammala gravemente e necessita di cure intensivePer quanto anche le cure intensive necessarie ai casi più gravi siano ampiamente disponibili in Sistemi sanitari efficienti, il rischio è che la forte pressione sulle strutture sanitarie provocata dall’alto numero di casi bisognosi di assistenza medica, possa provocare una paralisi delle strutture stesse, con conseguente drammatica riduzione della capacità di presa in carico. 

È noto che ci sono anche persone infette che mostrano pochi o nessun sintomo della malattia. Non ci sono stime esaurienti di quale percentuale di infezioni delle persone asintomatiche o para-sintomatiche possa aggiungersi al numero totale dei contagi. 

La malattia sembra più pericolosa per gli anziani o per le persone che soffrono di patologie croniche e con sistema immunitario compromesso (es: cardiopatici, pazienti oncologici ecc), come spesso accade con le malattie infettive. La mortalità mostra una forte correlazione con l’età avanzata e con la gravità delle patologie preesistenti. Alla data del 18 marzoin Italia il 96% delle persone decedute per Covid-19 avevano oltre i 60 anni e, secondo le analisi dell’ISS (effettuate su un campione di pazienti deceduti), il 99% di essi aveva almeno una patologia preesistente.  

I bambini, invece, sembrano essere i meno colpiti dalla malattiasono pochi i casi di notifica e al momento non si è registrato nessun decesso in Italia, confermando un trend già osservato anche in Cina. 

Cosa si può fare per combattere l’epidemia?

Al momento, le autorità sanitarie stanno guidando la risposta all’epidemia attraverso diagnosi dell’infezione virale, trattamento dei pazienti, mappatura dei contatti e continuando a studiare la malattia per poterla comprendere al meglio.

Poiché si tratta di un virus nuovo, ad oggi non esiste ancora un vaccino o un trattamento specifico (anche se esistono cure cure di supporto fondamentali soprattutto per le forme gravi), e diversi trattamenti sperimentali sono in corso di valutazione. Rafforzare la conoscenza del virus e di queste misure di prevenzione è una componente chiave per limitarne la diffusione.

QUI le raccomandazioni per la prevenzione del Ministero della Salute.

Come posso evitare il contagio?

Come negli altri coronavirus, l’infezione si diffonde tramite goccioline di saliva. Non vi sono evidenze attuali di una trasmissione per via aerea. Il virus entra nel corpo umano attraverso le mucose (bocca, naso, occhi).

Questo può accadere inalando goccioline di saliva infette (per esempio se si sta a distanza ravvicinata con un soggetto che sta tossendo) oppure attraverso l’inoculazione con le mani contaminate dal contatto con superfici dove si sono depositate le goccioline. Tutte le autorità sanitarie nazionali ed internazionali sono concordi nel sostenere che lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, evitare contatti ravvicinati e mantenere la distanza di almeno un metro, sono misure efficaci per prevenire e limitare il contagio  

Per l’elenco completo e per le indicazioni da seguire, rimandiamo alMinistero della Salute. 

Qual è il collegamento tra Covid-19 e SARS/MERS?

La SARS (Severe Acute RespiratorySyndrome) e la MERS (Middle Eastern Respiratory Syndrome) sono entrambe infezioni dell’apparato respiratorio causate da tipi di coronavirus (rispettivamente la SARS-CoV e MERS-CoV) geneticamente correlati al 2019-nCoV.

La SARS è stata scoperta nel 2002 in Cina e da lì si è diffusa in altri Paesi. Più di 8.000 persone si sono ammalate e 774 sono morte. Dal 2004 non è più stato registrato alcun nuovo caso di SARS. 

Durante l’epidemia di SARS, siamo intervenuti in Cina, Hong Kong e Vietnam. Ricordiamo che il primo ad aver individuato sul campo il virus della SARS è stato l’infettivologo italiano Carlo Urbani, per un periodo nostro presidente, morto purtroppo per aver contratto il virus. 

La MERS è stata invece scoperta nel 2012, quando un’epidemia è scoppiata in Arabia Saudita. Più di 1.200 persone si sono ammalate e 449 sono morte. La MERS continua a contagiare le persone ancora oggi soprattutto nei paesi del Medio Oriente. Non siamo intervenuti durante le epidemie di MERS. 

 

 

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